Giuseppe Pontiggia su Attraverso la vita

 

 

 

 

 

Lettera prefazione:

Milano, 16 ottobre 2000

Caro Roberto,
mi ha colpito il nitore delle tue poesie, la loro liricità che sa fondere trasparenza visiva e densità gnomica.
La raccolta mi sembra abbia una forte unità. Le liriche evocano una presenza assenza, una partecipazione alla vita degli altri fatta di distanza, di distacco.
Direi che questo si percepisce anche quando la distanza sembra colmata dall’amore o dal rimpianto o dal desiderio. È anche lo spazio in cui il lettore si ritrova, perché nella tua intimità, così intensa e autentica, non c’è nulla di privato.
Le prose riprendono in parte i temi delle liriche, ma più spesso ampliano, in modi ellitticamente narrativi, lo sfondo, il paesaggio, l’ambiente umano nella sua varietà. Secondo me costituiscono un contrappunto felice con la prima sezione e ne prolungano la prospettiva in un senso corale.
C’è una verità, in quello che scrivi, e un senso malinconico e nitido della bellezza che rimangono nella memoria: e io non conosco altri segni di riconoscimento del valore.
Giuseppe Pontiggia

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