Decisi di scrivere mentre guardavo un film

Remo Bassini

ho scritto un commento su un post scritto da Monica Rossi (è un uomo, non si sa chi sia, scrive cose interessanti di editoria) su facebook. A volte ci siamo scritti. Ma mai per questioni editoriali. Ecco il commento

Mi chiedo spesso: se invece di vendere 500 copie ne vendessi 50000 cosa cambierebbe? Di scrittori, editori, editor che mi potrebbero dare del tu e che ora mi ignorano vorrei continuare a farne a meno. Ecco, magari non sarei in bolletta o semibolletta come lo sono spesso. e sono d’accordo con te (Monica Rossi) sul libro che è un prodotto. L’unica volta che ho venduto qualcosina è stato con un editore che mi disse: la fortuna di un libro la fanno tre cose. Titolo, copertina, distribuzione. Non è una verità assoluta ma c’era del vero in quella frase.

chiudo su di me. perché scrivo. tanti motivi, ma ho un ricordo. io…

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John Christopher Smith

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John Christopher Smith (1712 – 1795)

John Christopher Smith, clavicembalista e compositore, è ricordato soprattutto per essere stato segretario e copista di Georg Friedrich Händel; sulla sua figura, negli anni, si è ingenerata parecchia confusione in quanto anche suo padre, che portava il suo stesso nome, era stato il primo copista di Händel. La sua collaborazione con Georg Friedrich Händel diventa sostanziale a partire dal 1750, quando si aggravano i disturbi della vista e “il caro Sassone” non è più in grado di scrivere né di dirigere.


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Anton Bruckner – Sinfonia n. 5

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Anton Bruckner – Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore

Composta tra il 1875 e il 1876 e rivista nei due anni successivi, la quinta Sinfonia è un elemento di grande rilevanza nella produzione musicale di Anton Bruckner; da lui stesso era considerata una delle sue migliori costruzioni contrappuntistiche, come dimostra la complessità del movimento conclusivo.


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“Tutto sommato- Qualcosa mi ricordo”, Gigi Proietti si racconta

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Con la stessa disinvoltura e naturalezza grazie alle quali ha conquistato negli anni un pubblico sempre entusiasta e partecipe delle sue pirotecniche evoluzioni da one man show, che lo hanno consegnato definitivamente alla ribalta dei nostri attori più poliedrici e geniali, Gigi Proietti affida ora alla pagina scritta (Tutto sommato- Qualcosa mi ricordo, Rizzoli Editore) un bilancio esistenziale affabulante e piacevole, un fluire alternato fra ricordi di vita e carriera, “quattro chiacchiere sul passato (sperando che a qualcuno interessi)”, più che un’autobiografia vera e propria, come lo stesso attore ci tiene a precisare. I tanti gustosi aneddoti, le puntuali annotazioni di costume presenti nel corso della narrazione, evidenziano l’identico carismatico coinvolgimento espresso sul palco, la narrazione di una storia per il puro piacere di raccontare, rendendo complici i lettori nell’indirizzarli verso un percorso comune a molti, “senza nostalgia, ma con l’amore per un passato che la natura…

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Febbre da cavallo (1976)

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(IMDb)

Roma, anni ’70. Bruno Fioretti (Gigi Proietti), detto Mandrake per via del “sorriso magico” e delle “innate doti trasformistiche”, attore ed indossatore squattrinato, racconta al giudice (Adolfo Celi) di come insieme ai suoi amici Armando Pellicci Er pomata (Enrico Montesano) e Felice Roversi (Francesco De Rosa), posteggiatore abusivo, si siano ritrovati in un’aula di tribunale.
Tutto ebbe inizio all’ippodromo di Tor di Valle, meta abituale dei tre, accaniti scommettitori alle corse dei cavalli, sempre in attesa di beccare il risultato vincente, visto che le dritte di Pomata, ex driver e sedicente “computer equino”, al momento disoccupato e convivente con la nonna (Nerina Montagnani) e la sorella Giuliana (Marina Confalone), non vanno mai a buon fine. Intorno a loro ruotano poi altre figure, sempre orbitanti nel giro dell’ippica, come l’avvocato De Marchis (Mario Carotenuto), proprietario del cavallo Soldatino, gran mangiatore di biada ma in costante digiuno di vittorie…

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Ciao Gigi!

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Gigi Proietti (Huffington Post)

Addio all’immenso Gigi Proietti (Luigi all’anagrafe, Roma, 1940), vero erede di Ettore Petrolini nell’assecondare la caustica indole ironica, ed autoironica, propria della “vecchia Roma”, superbo interprete a tutto tondo in ogni settore dello spettacolo, dal teatro in primo luogo, dove ha trovato buon albergo la dimensione più idonea al suo prorompente estro istrionico, mitigato da una certa bonomia congiunta ad una sapida levità, entrambe idonee a dar vita ad una suggestiva confluenza fra arte e vita (basterebbe citare l’innovativo A me gli occhi, please, 1976), per poi approdare al cinema, dove invece non sempre il suo talento ha trovato opportuna e congrua esternazione. Da ricordare in particolare le riuscite interpretazioni in Febbre da cavallo (Steno, 1976) e Casotto (Sergio Citti, 1977), così come ne La Tosca (Luigi Magni, 1973). Ma ancor prima del grande schermo Proietti fu anche attivo in televisione, a partire…

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Ilmari Hannikainen

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Ilmari Hannikainen (1892 – 1955)

Pianista, compositore, insegnante di pianoforte, Ilmari Hannikainen è considerato uno dei più importanti compositori finlandesi; le sue composizioni innovano il repertorio finlandese per il pianoforte verso l’impressionismo, ne abbiamo esempi in “Fuochi Fatui” del 1914 e in “Silhouette di Debussy” del 1921.


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Sean Connery (1930-2020)

Sunset Boulevard

Sean Connery (Commenti Memorabili)

Attore, cinematografico e teatrale, dalla notevole presenza scenica, misurata ma fortemente espressiva, maturata sui palcoscenici teatrali, e dalla personalità tanto complessa quanto carismatica, Sean Connery (Sir Thomas Connery, Fountainbridge, Edimburgo, 1930) ci ha lasciato oggi, sabato 31 ottobre; la sua popolarità è senza dubbio legata all’interpretazione di James Bond, l’agente segreto 007 al servizio di Sua Maestà con licenza d’uccidere, nato dalla penna di Ian Lancaster Fleming nel 1952 (anno di pubblicazione del primo romanzo, Casino Royale), pur se la sua duttilità gli ha comunque consentito di ricoprire altri ruoli egualmente meritevoli d’attenzione per la loro profondità, attraversati a volte anche da una certa inquietudine o vaga disillusione, proprie dell’uomo ancor prima che dell’attore. Lo si può notare in in Never Say Never Again (1983, Mai dire mai, Irving Kershner), quando Connery riprese il personaggio di Bond dopo averlo abbandonato nel 1971…

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Diari di Cineclub, online il N.88-Novembre 2020

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E’ online, scaricabile gratuitamente, il N. 88, Novembre 2020, di Diari di Cineclub, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica; fra gli articoli di questo numero: Il nostro caro Alberto (Leonardo Dini); Non è un film demenziale (DdC); La tragedia irrisolta delle sorelle Macaluso (Alessandra Fagioli); Bacco, tabacco e… Venere: nuovo recupero del progetto S.O.S. Stanlio e Ollio con Stan Laurel solista (Enzo Pio Pignatiello, Simone Santilli); Film per scommessa (Mino Argentieri); Michel Ocelot (Giannalberto Bendazzi); Le jene di Chicago (1952). Federico la Lonza; The Ring in versione fotografica: Polaroid (Giacomo Napoli); Fabio Carpi, un grande autore dimenticato del cinema italiano (Pierfranco Bianchetti); Ema, di Pablo Larraín. Giovanni Ottone; Centocelle, quartiere di Roma, narrazione filmica e antropologica (Andrea Martire); Freud e il teatro. Psicoanalisi e palcoscenico (Fabio Massimo Penna); 35° Festival del Cinema Latino Americano di Trieste (Francesca Mometti e Rodrigo Diaz); Diabolik (Danger:…

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