Promesse tradite

 

Si  prova  una sensazione di tristezza quando  una  bella ragazza s’accasa. La bellezza, che di per sé è una promessa al mondo, spezza il suo patto con l’infinito e si fa opaca, rinchiudendosi in un limite e in un fine.

(2000)

Solitudine – 2

 

Era  solo, non aveva nessuno che gli volesse  bene,  così  se  ne andava in giro con l’auto, e appena notava  qualcuno che voleva attraversare la strada, si fermava per lasciarlo  passare. Si fermava anche per far immettere nel traffico le auto che provenivano dalle strade laterali, e per consentire  a quelle  ferme  di uscire dai parcheggi. Tutto  questo per procurarsi un sorriso, o anche solo un cenno  amichevole,  grazie ai quali riusciva a restare in contatto con  il mondo e con gli altri.

(1998)

Mignon

Johann Wolfgang Goethe (1749-1832); traduzione di Franco Fortini

Non conosci il paese dove i limoni fioriscono,
tra foglie scure ardono aranci d’oro,
dal turchino un vento mite viene,
dimora quieto il mirto, alto l’alloro?
Tu lo conosci, dimmi?
                                           Laggiù! Là
vorrei con te, che mi sei caro, andare.

Non conosci la casa? Su colonne posa il tetto,
splende la sala, luccica la stanza,
e figure di marmo ci sono, che mi guardano:
«Povera creatura, che cosa ti hanno fatto?»
Tu la conosci, dimmi?
                                           Laggiù! Là
vorrei con te, che mi proteggi, andare.

Non conosci la vetta e il valico di nuvole?
Il mulo cerca nella nebbia la sua via,
antichi draghi abitano gli antri,
frana la rupe e si precipita il torrente.
Tu li conosci, dimmi?
                                           Laggiù! Là
Passa la nostra via. Padre, fa’ che si vada!