Sonetti a Orfeo – I/XIX

Rainer Maria Rilke (1875-1926)

Se anche rapido il mondo,
come forma di nuvola si muta,
ritorna alla sua origine
ogni cosa compiuta.

Alto su ciò che passa,
e più vasto, più libero,
rimane il tuo canto,
Dio della lira.

Non si spiega la pena,
l’amore non si impara,
e ciò che nella morte ci allontana

non si rivela.
Solo il canto che vola sulla terra
consacra e onora.

(1922)

Metamorfosi

E’ una donna sulla cinquantina, alta, molto magra. Ha i capelli tutti bianchi,  raccolti  in un grosso chignon sulla cima  della  testa. Fino  a qualche anno fa  vestiva sempre di nero e andava in  giro al  braccio della madre, una vecchietta minuta, anch’essa  sempre in  gramaglie, che arrivava a malapena alla spalla della  figlia. La strana coppia passeggiava  a lungo per il Corso, a  passo lento, fermandosi di tanto in tanto a  guardare  una vetrina. Poi la madre morì, e lei subì un’improvvisa e impressionante metamorfosi. Da un giorno all’altro, infatti, prese a indossare vestiti  coloratissimi, e quando arrivò l’inverno, fu vista  sfoggiare una straordinaria collezione di pellicce, una più bella e preziosa dell’altra.

(1996)