Le valvole

La luce andava via spesso, anche quando non c’era il temporale. Accesa una candela, la prima cosa da fare era assicurarsi che non se ne fosse andata solo da noi. Se affacciandosi sul terrazzo intorno era tutto buio, si rientrava, si accendevano altre candele e si aspettava. A me piaceva la luce delle candele. Diventava tutto più bello e più misterioso. Soprattutto mi piaceva leggere e scrivere, con la candela.  Se invece fuori si vedevano luci accese, bisognava scendere sotto al portone a controllare le valvole. Erano delle scatolette di ceramica bianca attaccate al muro, accanto ai contatori. Ogni famiglia aveva il suo contatore e la sua scatoletta. Dentro c’era un filo di rame stretto tra due viti. Se era rotto, la corrente non passava. Diventai presto bravissimo a cambiarlo Mi insegnò Sandrino l’elettricista. Abitava accanto a noi.  Aveva lavorato quarant’anni all’Unes e adesso era in pensione. Avevo sempre qualche pezzo di filo da parte. Il rame era il materiale più pregiato, tra quelli che raccoglievamo per il cenciaro, e me ne conservavo sempre un po’ per le valvole. Quando la luce tornava, dopo che avevo cambiato il filo, mamma mi sorrideva in un certo modo, e io mi sentivo quasi un eroe. Se la luce andava via quando eravamo a scuola, nel momento in cui le lampadine poi si riaccendevano facevamo sempre “Ooooohhhhh” tutti insieme.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.