Palloni e figurine

Per avere in regalo il pallone di plastica ci voleva un album pieno di figurine. Per quello di cuoio,  addirittura cinque. Mai nessuno riuscì ad averlo: era già così difficile riuscire a completarne uno. Le figurine uscivano con i prodotti Ferrero. Quando l’album era pieno, bisognava riconsegnarlo al negoziante il quale, a sua volta, lo dava al rappresentante della ditta, che passava il giovedì per i rifornimenti. Iniziava poi la lunga attesa. Ogni settimana spiavamo l’arrivo del furgone marrone e crema, ma ci volevano mesi interi perché il sospirato premio arrivasse.
Il pallone non durava mai tanto. Era leggerissimo. Bastava un calcio appena più forte per farlo volare lontano. Col paese adagiato per lungo sopra una rupe, era un continuo andarlo a ritrovare nei fossi. Immancabilmente accadeva che un brutto giorno non riuscissimo più a ritrovarlo, oppure che andasse a finire su un chiodo, un coccio di vetro  o un filo spinato e si bucasse. Ricominciava, allora, la nostra lunga attesa.