Claudio Magris

Se il Lied dice l’attimo di consonanza col mondo, esso dice anche appunto che quest’armonia dura solo un attimo e poi dilegua, e dà voce al dolore di questa brevità e di questo distacco, alla malinconia della lontananza e della solitudine. Nel Re di Tule, nella Notte di luna o in Tu sei come un fiore sentiamo risuonare anche tutto ciò che non abbiamo, che ci è balenato per un istante e che poi abbiamo perduto o che esiste nella nostalgia di qualcosa che non c’è mai stato.

(Dalla Prefazione a Lieder, a cura di Vanna Massarotti Piazza, Garzanti 1997)

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