Civitella del Tronto – Cenni storici

L’assenza di fonti attendibili impedisce di precisare l’origine di Civitella.

Con ogni probabilità nasce tra il nono e il decimo secolo,  quando le popolazioni, per sfuggire alle ricorrenti invasioni barbariche e sottrarsi alla malaria, cominciano a costruire i nuclei abitativi sulle alture. 

Le prime testimonianze storiche certe risalgono  ai  secoli X-XI.

Di un castello si parla già negli atti dei primi miracoli di San Berardo, Vescovo di Teramo, morto nel 1122.

Nel XIII secolo Civitella  appartiene al Regno di Napoli, che è sotto dominio angioino, e diventa di grande importanza strategica perché il confine col nascente Stato della Chiesa viene stabilito sul vicino fiume Tronto.

Nel 1442 il Regno di Napoli passa sotto dominio aragonese. Alfonso d’Aragona trasforma Civitella in una poderosa piazzaforte.

La spartizione delle terre del Regno di Napoli tra Francia e Spagna è all’origine di guerre che si protraggono per secoli e coinvolgono spesso Civitella.

Nel 1557 è assediata da più di diecimila francesi comandati da   Francesco di Lorena, Duca di Guisa. Dopo alcune scaramucce iniziali il 22 aprile ha inizio l’assedio.  Un fuoco d’artiglieria incessante martella le difese della fortezza che però resiste. Anche quando in due punti le difese orientali cedono e le mura subiscono un violento assalto, i francesi vengono respinti. La stessa sorte subisce l’attacco sferrato contro Porta di Vena con le macchine da guerra. Il 16 maggio 1557 i francesi si ritirano.

Dal 1564 al 1576 sui resti della fortificazione aragonese viene costruita l’imponente fortezza attuale.

Nel 1589 Filippo II re di Spagna eleva Civitella al rango di Città e le conferisce il titolo di Fidelissima.

A partire dal 1707 la fortezza è un presidio dell’esercito austriaco. Carlo VII di Borbone ne riprende possesso nell’agosto 1734.

Nel 1798 la fortezza è assediata dai francesi di Napoleone. Il comandante spagnolo Giovanni Lacombe si arrende senza opporre resistenza.

Nel 1806 i francesi l’assediano ancora una volta. Le truppe napoleoniche la sottopongono a un terribile bombardamento, ma il maggiore Matteo Wade, Governatore militare, e la sua guarnigione di 323 uomini, sostenuti da Civitellesi in armi, resistono eroicamente e rispondono colpo su colpo. 

I francesi comprendono che non sono in grado di espugnare la fortezza e decidono di prenderla per fame. Quando credendo ormai morta la guarnigione il reggimento Latour d’Auvergne si dà al saccheggio delle prime case, Wade, disceso insieme a un pugno di uomini, li ricaccia indietro con un sanguinoso attacco all’arma bianca e li insegue fino nei pressi del loro campo, uccidendo lo stesso colonnello comandante.

Dopo due mesi e mezzo di resistenza, il 22 maggio “la valorosa guarnigione col suo Governadore alla testa uscì dal Castello a cassa battente, e bandiera spiegata. Questo illustre drappello non oltrepassava i 30 uomini, compresi i nove Uffiziali, e gli artiglieri. […] Con sorpresa, il nemico vide sfilare innanzi di se un sì picciol numero di bravi, che penetrati della loro eroica condotta di aver disputato per quattro mesi la conquista di quel Forte, marciavano col contegno del trionfo”. (1)

Nessuno voleva portare la bandiera da consegnare al nemico, perciò fu affidata a un soldato diventato cieco per una ferita, guidato per il braccio da un compagno.

Il 26 ottobre 1860 Civitella è stretta d’assedio dall’esercito piemontese che ha attraversato l’Emilia-Romagna e le Marche.

Cade solo il 20 marzo 1861, tre giorni dopo la proclamazione del Regno d’Italia. E’ l’ultima roccaforte borbonica a cedere le armi.

I piemontesi distruggono la fortezza con un  cannoneggiamento durato giorni nel corso del quale vengono sparati 7860 proiettili. Abbandonata per oltre un secolo, è restaurata dopo lunghi lavori iniziati nei primi anni settanta e ultimati nel 1983.

(1) Antonio Ulloa, Fatti di guerra de’ soldati napoletani, Napoli 1852.

Alcuni suggerimenti per approfondire la storia di Civitella del Tronto e della sua fortezza:

Siti web:

http://www.fortezzacivitella.it/

http://www.comune.civitelladeltronto.te.it/storia.asp

http://it.wikipedia.org/wiki/Civitella_del_Tronto

http://www.civitelladeltronto.eu/Italian/Civitella_Tr.htm

http://www.hotelzunica.it/pdf/civitella.pdf

Testi:

. Glauco Angeletti, Gli assedi della fortezza di Civitella del Tronto , In Documenti dell’Abruzzo Teramano, Pescara 1996, vol. 4.1, pp. 82-91.

. Civitella del Tronto / testi di Giuseppe Graziani; foto di Beniamino Procaccini, Teramo 1990.

. Pietro Colletta, Storia del Reame di Napoli dal 1734 al 1825, Tomo I, Capolago (Canton Ticino) 1834, p. 295 (sull’assedio del 1798) *

. Giorgio Cucentrentoli, La difesa della fedelissima Civitella del Tronto: 1860-1861, Bologna 1972.

. Giacinto De’ Sivo, Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861,  vol. V, Viterbo 1867, p. 8; 48-50 (sull’assedio del 1860-61) *

. Carino Gambacorta, Storia di Civitella del Tronto, 2 voll., Teramo 1992.

. Gli avvenimenti in Italia del 1860 – Cronache politiche militari dall’occupazione della Sicilia in poi, vol. II, Venezia 1861, pp. 257-259; 317-319; 440-445 (sull’assedio del 1860-61). *

. Istoria generale del Reame di Napoli, tomo IV, parte III, Napoli MDCCLI, p. 351 (sull’assedio del 1577). *

. Marialuce Latini – Paola Franci – Paride Cialini, Civitella del Tronto: guida storico-artistica alla fortezza e al borgo, Pescara 2002.

. Operazioni dell’artiglieria negli assedi di Gaeta e Messina negli anni 1860 e 1861, Torino 1864, pp. 365-373 (sull’assedio del 1860-61). *

. Luciano Russi, Nuove ricerche sulla vita sentimentale di Carlo Pisacane. Un caso di adulterio nell’Abruzzo borbonico, in «Trimestre», a. X, 1977, nn. 1-2, pp. 277-317.

. Antonio Ulloa, Fatti di guerra de’ soldati napoletani, Napoli 1852, pp. 71-91 (sull’assedio del 1806). *

* consultabile su Google Libri (http://books.google.it/; effettuare la ricerca per “Civitella del Tronto”).