Raymond

Raymond André Di Vitantonio (1956-2010)

Odissea

Navighiamo come punti nel Tempo
corpi nel grande oceano di una Memoria
che sovrana conduce i flutti
del nostro andare.
Per ascoltare il suo canto
bisogna legarsi all’albero maestro.
Potrebbe sedurre per sempre ciò che poco appartiene alla terra.

Sulla strada esco solo

Michail Jur’evič Lermontov (1814-1841); traduzione di Tommaso Landolfi.

Sulla strada esco solo; tra la nebbia
Il sassoso cammino luce; è notte
Calma. Il deserto porge orecchio a Dio,
E le stelle parlano tra loro.

Mirabile e solenne il cielo!
Dorme la terra in un azzurro nimbo…
Cosa dunque m’opprime, e mi fa male?
Che cosa aspetto, che cosa rimpiango?

Nulla più aspetto dalla vita,
E non rimpiango per nulla il passato;
Libertà cerco e pace! Ecco, vorrei
Abbandonarmi, addormentarmi!

Ma non del freddo sonno della tomba…
Addormentarmi sì, che fosse in petto
Sopita la vitale forza, ed esso
Si sollevasse piano nel respiro;

Che notte e dì, blandendomi l’udito,
D’amore mi cantasse dolce voce,
Che sopra me, in eterno verdeggiando,
S’incurvasse e frusciasse bruna quercia.

(1841)