Caffè Michelangiolo

 

 

Dall’introduzione di Costanza Geddes da Filicaia alla selezione di miei racconti brevi pubblicata in Caffè Michelangiolo, anno VIII, n. 2 (maggio/agosto 2003):

“Una sottile vena ironica, che volentieri si mescola con la tenue nostalgia per il mondo dell’infanzia e della prima adolescenza, sostanzia la scrittura di Michilli: una scrittura forte e sicura, capace di delicate malinconie e di misurata comicità, certamente mai limitata alla semplice descrizione del proprio universo infantile, e tuttavia nutrita, direi quasi corroborata, dalla vivace memoria di quel tempo.
In queste narrazioni avvolgenti e coinvolgenti, i personaggi possono rivivere alla mente del lettore grazie a un modo di scrivere chiaro e distinto: abitanti di un mondo lontano e diverso ai quali la penna dell’autore ha sapientemente donato il soffio vitale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19 dicembre 1997

Traviata al Comunale ieri sera. Dopo lo spettacolo, vincendo l’abituale ritrosia, sono andato a salutare gli artisti, in compagnia di due appassionati di Ascoli conosciuti in loggione. Ho potuto così scoprire che agli artisti fa piacere ricevere visite e complimenti. Ho pensato allora che “buttandosi” un po’ di più si scoprirebbero altri mondi, o altri aspetti di questo, altri motivi di interesse nel grande spettacolo che abbiamo intorno. Buttarsi, è un modo per forare la superficie delle cose. Tutti, e io più degli altri, viviamo in uno spazio ristretto, le cui pareti sono per di più foderate d’ovatta.

Thomas Bernhard

“Se esci per strada, tutto lavora per te. Non devi fare nulla, soltanto restare in ascolto, aprire gli occhi e camminare. Non c’è bisogno di riflettere. Tutto questo entrerà in quello che scrivi, una volta tornato a casa. A condizione di rendersi indipendenti o di essere indipendenti. Se sei teso, o stupido o se nutri delle ambizioni, tutto ciò non approderà a nulla. Se ti butti nella vita, non hai bisogno di aggiungere alcunché, tutto entrerà spontaneamente in te e si ripercuoterà in quello che fai”.

“Si invecchia e si cambia, ecco perché non ci si deve preoccupare se i temi cambiano, viene da sé con l’esperienza. Solo lo scrittore stupido, il pittore stupido vanno in cerca di soggetti quando basterebbe che si mantenessero il più possibile vicini a se stessi, alla propria vita. Vogliono restare identici a se stessi, ma non scrivere mai la stessa cosa, eppure è proprio questo che conta”.

“Amore-odio. Si è dilaniati. E’ la migliore spinta, il miglior motore che si possa avere”.