Caffè Michelangiolo

 

 

Dall’introduzione di Costanza Geddes da Filicaia alla selezione di miei racconti brevi pubblicata in Caffè Michelangiolo, anno VIII, n. 2 (maggio/agosto 2003):

“Una sottile vena ironica, che volentieri si mescola con la tenue nostalgia per il mondo dell’infanzia e della prima adolescenza, sostanzia la scrittura di Michilli: una scrittura forte e sicura, capace di delicate malinconie e di misurata comicità, certamente mai limitata alla semplice descrizione del proprio universo infantile, e tuttavia nutrita, direi quasi corroborata, dalla vivace memoria di quel tempo.
In queste narrazioni avvolgenti e coinvolgenti, i personaggi possono rivivere alla mente del lettore grazie a un modo di scrivere chiaro e distinto: abitanti di un mondo lontano e diverso ai quali la penna dell’autore ha sapientemente donato il soffio vitale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 risposte a “Caffè Michelangiolo

  1. nei racconti brevi devi essere veramente un asso forte!

    a proposito di *La più bella del reame*, verso la fine, precisamente a pag. 284, quando scrivi:

    “mi ricordo che il professore di filosofia ci parlava di un tedesco secondo il quale noi siamo nati per la morte ed è proprio questa provvisorietà a dare un senso alla nostra vita.”

    ti riferivi a Martin Heidegger?

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