Non credere a te stesso

Michail Jur’evič Lermontov (1814-1841). Traduzione di Tommaso Landolfi.

Que nous font après tout les vulgaires abois
De tous ces charlatans qui donnent de la voix,
Les marchands de pathos et les faiseurs d’emphase
Et tous les baladins qui dansent sur la phrase?
A. BARBIER

Non credere a te stesso, giovane sognatore,
L’ispirazione temi come peste…
Essa è greve delirio dell’anima malata
O irritazione del pensiero in ceppi.
In essa non cercare segno celeste invano:
È ardor di sangue, è un soverchio di forze!
In faccende piuttosto lògorati la vita,
E versa la bevanda avvelenata!

Ti capiti in segreto, meraviglioso istante
Di scoprirti nell’anima, da tempo
Muta, una ancora ignota, una vergine fonte
Di semplici, di dolci suoni,– ad essi
Non porgere l’orecchio, tu, non abbandonarti,
Getta su loro il velo dell’oblio:
Col verso misurato, colla fredda parola,
Il loro senso non esprimerai.

S’insinui nei recessi del cuore la tristezza,
Giunga passione in turbine e tempesta, –
Al festino degli uomini chiassoso non venire
Tu colla tua furoreggiante amica.
Non umiliarti, ed abbi ritegno a far mercato
Or d’ira, ora d’angoscia compiacente,
E il marciume d’interne piaghe ad esporre altero
Per meraviglia dell’ingenua plebe.

A noi che cosa importa se tu soffri o non soffri?
Che giova a noi sapere i tuoi tumulti,
Le stupide speranze dei passati anni primi,
Le fiere doglie della tua ragione?
Ma guarda: a te davanti va felice e contenta
La turba pel cammino consueto;
Sui volti a festa quasi non è traccia d’affanni,
Lacrima sconveniente non vedrai.

Eppure in mezzo a loro non ve n’è forse un solo
Da un amaro tormento non oppresso,
Uno solo che sia giunto a precoci rughe
Senza perdita o sia senza delitto!…
Credi. a loro risibile è il tuo pianto, e l’accusa,
Colla sua arietta che si sa a memoria,
Al pari d’un attore tragico, imbellettato,
Che meni la sua spada di cartone…

Ninna nanna cosacca

Michail Jur’evič Lermontov (1814-1841). Traduzione di Roberto Michilli (versione del 13 aprile 2014).

 

Ninna nanna cosacca

Dormi, bambino mio bello,
bájuški-bajú.
Silente veglia la luna chiara
sulla tua culla.
Le favole io ti racconterò,
una canzoncina ti canterò;
ma tu dormi, chiudi gli occhietti,
bájuški-bajú.

Il Térek scorre tra le rocce,
sciaborda il suo torbido flutto;
il sinistro Ceceno striscia sulla riva,
affila il suo pugnale;
ma tuo padre è un vecchio guerriero,
temprato nel combattimento:
dormi, piccolo, sta’ tranquillo,
bájuški-bajú.

Anche tu scoprirai, quando verrà il tempo,
la vita bellicosa;
metterai arditamente il piede nella staffa
e prenderai il fucile.
La tua sella per la battaglia
con la seta ti cucirò…
Dormi, figlio mio caro,
bájuški-bajú.

Di un grande eroe avrai l’aspetto
e l’anima di un cosacco.
Uscirò ad accompagnarti –
tu agiterai la mano…
Quante lacrime amare di nascosto
quella notte verserò!…
Dormi, angelo mio, quietamente, dolcemente,
bájuški-bajú.

Io languirò d’angoscia,
inconsolabile t’aspetterò;
pregherò tutto il giorno,
la notte ti leggerò la fortuna;
penserò che avrai nostalgia
nella terra straniera…
Dormi, finché non conosci l’inquietudine.
Bájuški-bajú.

Ti darò per la via
un’immaginetta santa:
tu quando preghi dio,
tienila davanti;
preparandoti alla pericolosa battaglia,
ricorda tua madre…
Dormi, bambino mio bello,
bájuški-bajú.

(1838)

 

Казачья колыбельная песня

Спи, младенец мой прекрасный,
Баюшки-баю.
Тихо смотрит месяц ясный
В колыбель твою.
Стану сказывать я сказки,
Песенку спою;
Ты ж дремли, закрывши глазки,
Баюшки-баю.

По камням струится Терек,
Плещет мутный вал;
Злой чечен ползет на берег,
Точит свой кинжал;
Но отец твой старый воин,
Закален в бою:
Спи, малютка, будь спокоен,
Баюшки-баю.

Сам узнаешь, будет время,
Бранное житье;
Смело вденешь ногу в стремя
И возьмешь ружье.
Я седельце боевое
Шелком разошью…
Спи, дитя мое родное,
Баюшки-баю.

Богатырь ты будешь с виду
И казак душой.
Провожать тебя я выйду —
Ты махнешь рукой…
Сколько горьких слез украдкой
Я в ту ночь пролью!..
Спи, мой ангел, тихо, сладко,
Баюшки-баю.

Стану я тоской томиться,
Безутешно ждать;
Стану целый день молиться,
По ночам гадать;
Стану думать, что скучаешь
Ты в чужом краю…
Спи ж, пока забот не знаешь.
Баюшки-баю.

Дам тебе я на дорогу
Образок святой:
Ты его, моляся богу,
Ставь перед собой;
Да готовясь в бой опасный,
Помни мать свою…
Спи, младенец мой прекрасный,
Баюшки-баю.

(1838)