Giugno

papagiu

Ciliegiaio e pratile

      

Il giorno

1

il sole si leva alle

4.27

e tramonta alle

19.29

11

4.24

19.36

21

4.25

19.39

Dal 1° al 21 la durata del giorno aumenta di 12 minuti; dal 21  a fine mese diminuisce di 3 minuti.

Alle 3.48 del giorno 21 il sole esce dalla costellazione dei Gemelli  ed entra in quella del Cancro.

Nei campi inizia la mietitura, prima dell’orzo e poi del grano. Se il terreno viene subito arato in superficie e poi innaffiato, lo si può utilizzare per le “seconde colture”: soia e mais. Nell’orto vengono seminati gli ortaggi estivi, intercalati qua e là a semi di tagete che servono a tenere lontani i coleotteri parassiti. Nel frutteto, per evitare la competizione idrica con le piante da frutto, si falcia l’erba. Si controllano afidi, oidio  e carpocapsa. Nel vigneto si asportano le cime dei germogli, e con esse le ultime quattro-cinque foglie di ogni tralcio per favorire lo sviluppo dei grappoli che si sono già formati. Si effettua il trattamento contro la peronospera, se necessario.

_____

Dal “Trattatello agrario-igienico

 DELLE METEORE ACQUEE (Capo  quinto):

231. Le meteore acquee sono que’ fenomeni, ne’ quali  il calore e, soprattutto, l’acqua sia sotto  forma di vapore che di liquido e di ghiaccio esercita un’azione qualunque,

232. Le meteore che hanno maggiore influenza in agricoltura, sono: la pioggia, la rugiada, la brina, la neve, il ghiaccio, la grandine.

DELLA PIOGGIA (Capo quinto; § 1):

233. La pioggia è la caduta in gocciole, di moltiforme grossezza, del vapore acqueo nuotante nell’aria, già condensato per decremento di calore.

234. Le gocce di pioggia sono tanto più grosse, quanto maggiore è la distanza dalle nuvole alla terra.

235. E’ causa della pioggia il raffreddamento della massa nuvolosa o vapore acqueo, il quale restringendosi in gocce grosse e spesse, cade sulla terra, tosto che diviene più greve dell’atmosfera.

236. I precipui effetti della pioggia, in agricoltura, sono: 1° la fertilità maggiore delle terre; 2° la vegetazione più vigorosa delle piante; 3° la friabilità del suolo.

240. A’ terreni cui la pioggia ristora dopo parecchi giorni di caldo, si aggiungono sempre di molte particelle di sostanze organiche e minerali, ch’essa trae seco dall’alto, tra le quali il limo atmosferico, il sale nitro, l’acido fosforico e l’azotato d’ammoniaca.

241. Il limo atmosferico è un composto di sostanze minerali e organiche volatilizzate da’ corpi e nuotanti nell’aria. E’ visibile in forma di piissimi atometti a chi guarda attraverso un raggio di sole, ch’entra in una stanza o in un altro luogo oscuro.

245. L’acqua piovana, che cade a rovesci sopra di una pianta in fioritura, disperde il  polline fecondatore, ch’è ne’ suoi fiori, e pochi ne fa allegare, sopratutto nelle spighe di grano e ne’ grappoli d’uva.

246. Dessa è pur dannosa a’ terreni ogni volta vi si rovescia in gran quantità: 1° perchè indurandoli e imbevendoli di soverchio umido, ne fa scemar l’aria e il calore; 2° perchè da quelli in pendio asportano, bene spesso, molte sostanze fertilizzanti, e qualche volta anche lo strato produttivo.

249. La pioggia è necessaria tutte le volte, che, pel difetto di umidità, comincia nelle terre a ristare la formazione della linfa, o è mestieri averle men dure affine di poterle più facilmente arare, vangare ecc.

DELL’UMIDO (Capo sesto):

365. L’acqua ch’è tra le molecole della terra, delle piante e dell’atmosfera, si dice umido o umidità.

366. Le cose già esposte intorno all’acqua sotto forma di vapore (Nebbia), di liquido (Pioggia, Rugiada), e di solido(Brina, Neve, Ghiaccio), manifestano quanto grande sia la sua influenza in agricoltura.

384. L’acqua che vuolsi usare per l’irrigamento, può essere ancora migliorata con l’acciottolare qua e là alla rifusa il letto della corrente e col frastagliarlo con cascate, arbusti o gambioncelli riempiuti di sassi ecc; imperocché col dare del continuo contro di essi, si mescola con l’aria, la travolge seco, e la introduce nel terreno.

385. Diventa però l’acqua pesante e poco digeribile, quando se ne separa quasi del tutto l’ara che contiene. Tal è l’acqua stagnante delle paludi e spesso anche quella raccolta nelle cisterne ecc, se fu in queste lungamente in riposo.

386. Le acque stagnanti in cui cadono e, soventi volte, marciscono degli avanzi vegeto-animali, sono pure nocevoli alla salute, sopratutto nell’estiva stagione; onde non è buona cosa aver de’ pantàni in vicinanza delle abitazioni.

387. Si conservano, o tornano salubri le acque di cisterna, con l’agitarle di tanto in tanto con un’asta di ferro lucido; perciocché per l’ossidazione del ferro se ne impedisce la putrefazione, e pel movimento si restituisce loro dell’aria in gran copia.

388. L’acqua chiara, limpida, leggiera, fresca, inodora e senza sapore conferisce grandemente alla nostra salute; tuttavia, se bevuta in troppa quantità, cagiona disturbi gastrici, inappetenze, nausee, vomito, diarrea e altri mali ancora.

389. Lo Smith afferma che se i gottosi, i pletorici e i calcolosi facessero uso di una maggiore quantità d’acqua (e però d’una minore di vino), sarebbero meno esposti ai tremiti, alle paralisi, alle apoplesie, alla gotta, ai calcoli, all’idropesia, ai reumatismi, alle morroidi, alle malinconie ipocontriache, ai raffreddori; e però, migliorata d’assai la loro salute, vivrebbero un maggior numero d’anni.

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