Ständchen

 

Adolf Friedrich, Graf von Schack (1815-1894). Traduzione di Andrea Casalegno.

Ständchen

Mach auf, mach auf, doch leise, mein Kind,
Um keinen vom Schlummer zu wecken.
Kaum murmelt der Bach, kaum zittert im Wind
Ein Blatt an den Büschen und Hecken.
Drum leise, mein Mädchen, daß nichts sich regt,
Nur leise die Hand auf die Klinke gelegt.

Mit Tritten, wie Tritte der Elfen so sacht,
Um über die Blumen zu hüpfen,
Flieg leicht hinaus in die Mondscheinnacht,
Zu mir in den Garten zu schlüpfen.
Rings schlummern die Blüten am rieselnden Bach
Und duften im Schlaf, nur die Liebe ist wach.

Sitz nieder, hier dämmert’s geheimnisvoll
Unter den Lindenbäumen,
Die Nachtigall uns zu Häupten soll
Von unseren Küssen träumen,
Und die Rose, wenn am Morgen erwacht,
Hoch glühn von den Wonnenschauern der Nacht.
Serenata

Apri, apri, ma piano, bambina,
per non destare nessuno dal sonno.
Il ruscello mormora appena, trema appena nel vento
una foglia del cespuglio o della siepe.
Piano perciò fanciulla, ché nulla si muova,
accarezza la maniglia appena appena.

A passi delicati, come quelli degli elfi
quando saltellano di fiore in fiore,
vola fuori leggera, nella notte di luna,
scivola fino a me nel giardino.
Dormono i fiori attorno, lungo il torrente che goccia,
e profumano nel sonno; solo amore veglia.

Siediti; qui, sotto i tigli,
c’è un’ombra piena di mistero;
l’usignolo vicino al nostro capo
sognerà i nostri baci, e la rosa,
destandosi al mattino, avvamperà
dei voluttuosi brividi notturni.

 

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