Il tramonto della luna

In questi giorni è stata pubblicata la prima traduzione inglese completa dello Zibaldone. «È un evento di primaria importanza nella storia delle idee» scrive John Gray sul Sole 24 ore di domenica 3 novembre u.s. «Con la sua pubblicazione, Leopardi potrà entrare di diritto fra i grandi pensatori che hanno messo in discussione la condizione moderna».

L’articolo di Gray si conclude con queste parole: «A Napoli, sul letto di morte, mentre dettava tranquillamente i versi conclusivi di una delle sue poesie più belle, Il tramonto della luna, sembra giudicasse completa la sua breve esistenza. Alla luce di questo magnifico volume, possiamo dire che non si sbagliava».

 

Giacomo Leopardi (1798-1837)

 

Quale in notte solinga,
Sovra campagne inargentate ed acque,
Là ‘ve zefiro aleggia,
E mille vaghi aspetti
E ingannevoli obbietti
Fingon l’ombre lontane
Infra l’onde tranquille
E rami e siepi e collinette e ville;
Giunta al confin del cielo,
Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
Nell’infinito seno
Scende la luna; e si scolora il mondo;
Spariscon l’ombre, ed una
Oscurità la valle e il monte imbruna;
Orba la notte resta,
E cantando, con mesta melodia,
L’estremo albor della fuggente luce,
Che dianzi gli fu duce,
Saluta il carrettier dalla sua via;

Tal si dilegua, e tale
Lascia l’età mortale
La giovinezza. In fuga
Van l’ombre e le sembianze
Dei dilettosi inganni; e vengon meno
Le lontane speranze,
Ove s’appoggia la mortal natura.
Abbandonata, oscura
Resta la vita. In lei porgendo il guardo,
Cerca il confuso viatore invano
Del cammin lungo che avanzar si sente
Meta o ragione; e vede
Che a se l’umana sede,
Esso a lei veramente è fatto estrano.

Troppo felice e lieta
Nostra misera sorte
Parve lassù, se il giovanile stato,
Dove ogni ben di mille pene è frutto,
Durasse tutto della vita il corso.
Troppo mite decreto
Quel che sentenzia ogni animale a morte,
S’anco mezza la via
Lor non si desse in pria
Della terribil morte assai più dura.
D’intelletti immortali
Degno trovato, estremo
Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni
La vecchiezza, ove fosse
Incolume il desio, la speme estinta,
Secche le fonti del piacer, le pene
Maggiori sempre, e non più dato il bene.

Voi, collinette e piagge,
Caduto lo splendor che all’occidente
Inargentava della notte il velo,
Orfane ancor gran tempo
Non resterete; che dall’altra parte
Tosto vedrete il cielo
Imbiancar novamente, e sorger l’alba:
Alla qual poscia seguitando il sole,
E folgorando intorno
Con sue fiamme possenti,
Di lucidi torrenti
Inonderà con voi gli eterei campi.
Ma la vita mortal, poi che la bella
Giovinezza sparì, non si colora
D’altra luce giammai, nè d’altra aurora.
Vedova è insino al fine; ed alla notte
Che l’altre etadi oscura,
Segno poser gli Dei la sepoltura.

 

 

Ludovica Raimondi cita Il sogno di ogni uomo

Sì al Montepulciano, No al petrolio

Il 12 luglio scorso il Ministero dello Sviluppo economico ha accordato alle ditte petrolifere Gas Plus Italiana, Medoilgas e Petrorep Italiana il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, denominato “Colle dei Nidi” e riguardante i territori delle Province di Teramo e Ascoli Piceno per una superficie di 83,19 Km². Una concessione avvalorata dall’intesa rilasciata nel 2008 dalla precedente Giunta Del Turco e confermata da quella attuale del Presidente Gianni Chiodi in data 24-01-2013. 

I Comuni di Bellante, Mosciano S. Angelo e Campli, pertanto, hanno presentato il ricorso al T.A.R. del Lazio, “per chiedere”, come riferito dal prof. Enzo Di Salvatore, “la sospensiva del permesso di ricerca e per contestare sia l’incompetenza dell’organo regionale, che ha rilasciato l’intesa, sia il mancato coinvolgimento degli Enti locali interessati al procedimento”.

La data dell’udienza è fissata al prossimo 14 Novembre e la Giunta provinciale di Teramo, con la delibera GP-2013-411 del 22 ottobre 2013, ha espresso unanimemente la volontà di non costituirsi in giudizio davanti al T.A.R., lasciando soli, così, i tre comuni nella difesa del territorio e dei cittadini contro l’incombente minaccia petrolifera. Una palese manifestazione di quella che è realmente la politica degli organi istituzionali nazionale, regionale e provinciale, mirante a far diventare l’Abruzzo, Regione Verde d’Europa, una regione mineraria, a dispetto delle tante promesse e rassicurazioni da parte di chi ci governa di impegnarsi nella tutela e nella salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Intanto, “il M5S”, fa sapere l’arch. Attilio Falchi, attivista del gruppo di Mosciano S. Angelo, “sta organizzando diverse iniziative su questi temi, come la campagna trasversale Sì al Montepulciano, No al petrolio in collaborazione con i produttori di vino delle colline teramane e le associazioni ambientaliste, una raccolta firme e una manifestazione di protesta contro tutta la S.E.N. (Strategia Energetica Nazionale) di Clini-Passera, da farsi a Teramo entro la fine dell’anno”.

Dopo la più importante dimostrazione del NO alla petrolizzazione abruzzese, snodatasi per le vie di Pescara il 13 Aprile scorso, gli Abruzzesi, quindi, saranno chiamati a scendere di nuovo in piazza per ribadire a gran voce la volontà di vedere preservate la bellezza del loro territorio, le genuinità dei loro prodotti, la peculiarità del patrimonio storico e artistico della Regione Verde d’Europa.

Non si può, infatti, non condividere le parole del commissario Ricci, protagonista dell’ultimo romanzo di Roberto Michilli, Il sogno di ogni uomo, che così fotografano il nostro territorio: “Questo è il paradiso terrestre, caro Straffi. Mare pulito, montagna a un tiro di schioppo, colline più belle di quelle toscane, gente cordiale, donne bellissime e pappa sublime. Voglio finire la carriera qui. Se mi trasferiscono, mi dimetto”.

Ludovica Raimondi

Articolo pubblicato su GiuliaViva – Quindicinale d’informazione per Giulianova.