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La quarta di copertina:

In Italia la fortuna di Lermontov è legata quasi esclusivamente a Un eroe del nostro tempo, edito nel 1840 e destinato a inaugurare la stagione dei grandi romanzi russi, mentre la produzione poetica continua a essere una terra pressoché inesplorata. L’unico a confrontarsi sistematicamente con i versi di questo astro fugace delle Lettere russe è stato Tommaso Landolfi, che ha tradotto con esiti mirabili quasi tutti i poemi e un’ampia scelta delle liriche, privilegiando decisamente quelle più precoci, anteriori al 1837. È proprio a partire da questa data, con l’elegia La morte del poeta, che Lermontov raccoglie consapevolmente il testimone di Puškin, mentre la sua esistenza si lancia in una corsa tumultuosa che troverà troppo presto la sua tragica conclusione a Pjatigorsk, nel Caucaso. La presente antologia sceglie di attingere a piene mani dalle prove poetiche della maturità, prevalentemente inedite in Italia, per offrire al lettore, nel bicentenario della nascita di Lermontov, la possibilità di un incontro con alcune tra le pagine più intense della grande lirica romantica.