Intervista di Simone Gambacorta su Fate il vostro gioco

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Ad aprile 2008 nuovo romanzo di Roberto Michilli. “Fate il vostro gioco” sarà pubblicato da Fernandel, editore tra i più qualificati nel panorama italiano, lo stesso che battezzò “Desideri”. In questa intervista Michilli ci da’ qualche anticipazione sul suo libro. A partire dal gioco d’azzardo.

Secondo romanzo con Fernandel. Dopo “Desideri” arriva “Fate il vostro gioco”. Una doppietta, ma anche una bella soddisfazione…

“L’editore continua a dimostrare stima per il mio lavoro. Spero non debba pentirsene”

E siamo sicuri che non se ne pentirà. Ma cosa racconti questa volta?

“La vicenda di un uomo che dopo aver distrutto con il vizio del gioco la sua esistenza e quella delle persone che gli erano accanto, passa dall’altra parte della barricata e fa carriera in un casinò. Un bel giorno comincia a pensare che forse può vendicarsi di quella roulette che lo ha rovinato. Si mette così a studiare un sistema sicuro per vincere e alla fine lo trova. Più in generale, racconto d’un tentativo di riscrivere la propria vita e cancellare gli errori del passato. Credo sia una cosa che molti vorrebbero fare”

Quando l’hai scritto?

“L’ho scritto parecchi anni fa, prima di “Desideri”. Aveva però una forma diversa, che non convinceva del tutto il mio editore. L’estate scorsa ho modificato la struttura e in questa nuova versione la storia è piaciuta”

Come mai il gioco d’azzardo?

“Il gioco d’azzardo, la sua capacità distruttiva e la psicologia del giocatore, li ha raccontati una volta per tutte Dostoevskij. Nel mio piccolo, mi sono servito del gioco come sfondo per narrare un tentativo di riscatto e una rivincita contro il Caso. Scrive Marco Lodoli: “Chi è il re del mondo? Un Dio lungimirante che sa come disporre le pedine, quali numeri estrarre, cosa deve accadere, e dove e quando; oppure un bambino cieco e dispettoso che mescola e distribuisce alla rinfusa, con l’unico scopo di far proseguire il gioco della vita e divertirsi alle spalle di chi progetta e spera?”. Il protagonista di “Fate il vostro gioco” propende per questa seconda ipotesi. Per lui la legge fondamentale dell’universo è il Caso. Forse è uno che ha letto Lucrezio, il quale diceva che gli atomi si spostano in modo fortuito dalla loro caduta verticale e in questa deviazione urtano quelli a loro vicini, determinando così gli eventi. Ma se c’è qualcosa a inceppare la libera caduta degli atomi, e se si riesce a scoprire qual è questa cosa, allora forse diventa possibile prevedere gli eventi futuri, e ci si può prendere una rivincita su un diabolico marchingegno che ci ha rovinato la vita e sul Caso che ne governa le sorti. Sarebbe bello se fosse così, non è vero? Significherebbe che c’è un margine di libertà all’agire umano. Se a reggere tutto è il Caso, in fondo abbiamo una possibilità; se invece tutto è scritto, allora non c’è davvero speranza”

Come in “Desideri”, hai cercato di raccontare una “spinta” che porta i personaggi a deviare dalle rotte consuete…

“Ma forse tutte le storie che vale la pena di raccontare nascono da uno scarto rispetto alla norma, da una qualche forma di fissazione. E se vogliamo veramente qualcosa, riusciamo a mobilitare energie che nemmeno sapevamo di avere e andiamo così oltre noi stessi e quelle che credevamo essere le nostre possibilità”

Lo hai definito un “romanzo da treno”. Perché?

“Perché vuole, innanzitutto, far passare un paio d’ore piacevoli a chi lo legge, in modo da fargli dimenticare, almeno per quel breve lasso di tempo, la noia e la fatica del viaggio, reale o metaforico che sia. La mia prima preoccupazione è sempre stata quella di rispettare il patto con il lettore. Lui non solo spende soldi per comprare il tuo libro, ma ti regala poi alcune ore della sua vita leggendolo; tu, in cambio di tutto questo che sicuramente non è poco, fai del tuo meglio per offrirgli almeno una storia interessante e di piacevole lettura. Se ci fossi riuscito, mi riterrei già più che soddisfatto. Se poi un lettore particolarmente benevolo scoprisse nel libro anche qualche spunto di riflessione, tanto di guadagnato. Non sarò certo io a lamentarmene”

Il libro sarà presentato a Teramo a giugno al Festival Lib[e]ri, da Gianluca Morozzi, ottimo scrittore e tuo “collega” nella scuderia Fernandel…

“Lo considero un amico, e di quelli preziosi. Gli voglio bene perché Gianluca, oltre ad essere uno scrittore di straordinario talento, è anche una persona gentile, disponibile e di grande generosità”

Simone Gambacorta

(Pubblicato su “La Città quotidiano”, Teramo)

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