Sempre caro mi fu quest’ermo lotto

il Simplicissimus

12657050Anna Lombroso per il Simplicissimus

Chi si fosse illuso che i tribunali, amministrativi o giudiziari, potessero fare giustizia là dove regna irregolarità autorizzata, illegittimità condonabile, illegalità tollerata, sarà disingannato.

Dopo l’inquietante pronunciamento del Tar che ha mollato gli ormeggi delle Grandi Navi, concedendo infausti transiti in previsione dell’ancora più infausto scavo di un canale alternativo per il passaggio dei mostri, a scelta tra sette progetti già prontamente presentati, tutti equanimemente incuranti del formidabile impatto sull’equilibrio idrogeologico della laguna, il Consiglio di Stato ha rafforzato il parere dato a suo tempo dal Tar respingendo il ricorso della Soprintendenza contro   il progetto di un privato proprietario di alcuni edifici rurali, di costruire al loro posto un complesso di edifici, proprio  sulle pendici del Colle dell’Infinito, affacciato  sulla “Valle del passero solitario”.

L’incredibile vicenda ha inizio  nel 2012 quando, approfittando delle “opportunità” del  piano casa regionale, viene baldanzosamente presentato al Comune di Recanati …

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Il cardellino

Brotture

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 Il cardellino di Donna Tartt esce ora in Italia da Rizzoli, dopo essere uscito negli Stati Uniti nell’ottobre 2013. Diffidente delle traduzioni affrettate, data anche la mole dell’opera e il suo spessore linguistico e narrativo, l’ho letta nella lingua originale, The Goldfinch. A cinquant’anni, la Tartt ha scritto solo tre romanzi, e questo è il frutto di una elaborazione lunghissima. Il lavoro sulla struttura e sulla composizione di ogni paragrafo, dal lessico alla grammatica, traspare in modo evidente. Un libro che richiederebbe un traduttore geniale, e un lavoro di anni per una versione italiana accettabile: su questo non aggiungo altro.

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È in stampa

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La quarta di copertina:

In Italia la fortuna di Lermontov è legata quasi esclusivamente a Un eroe del nostro tempo, edito nel 1840 e destinato a inaugurare la stagione dei grandi romanzi russi, mentre la produzione poetica continua a essere una terra pressoché inesplorata. L’unico a confrontarsi sistematicamente con i versi di questo astro fugace delle Lettere russe è stato Tommaso Landolfi, che ha tradotto con esiti mirabili quasi tutti i poemi e un’ampia scelta delle liriche, privilegiando decisamente quelle più precoci, anteriori al 1837. È proprio a partire da questa data, con l’elegia La morte del poeta, che Lermontov raccoglie consapevolmente il testimone di Puškin, mentre la sua esistenza si lancia in una corsa tumultuosa che troverà troppo presto la sua tragica conclusione a Pjatigorsk, nel Caucaso. La presente antologia sceglie di attingere a piene mani dalle prove poetiche della maturità, prevalentemente inedite in Italia, per offrire al lettore, nel bicentenario della nascita di Lermontov, la possibilità di un incontro con alcune tra le pagine più intense della grande lirica romantica.