Le inseparabili

winckelmann in venedig

La Gina e la Gianna erano inseparabili. Immancabilmente presenti una a fianco dell’altra, quasi fin da subito erano diventate, per me e per gli altri del gruppo di amici del primo anno di università, Laginelagianna. Delle due, la Gina era la dominante: non bellissima, una gran testa di capelli corvini e il nero e solo nero dell’abbigliamento facevano risaltare l’eterno suo pallore, sul quale, unica concessione all’edonismo, spiccavano due labbra perennemente rivestite di un rossetto scurissimo. Fumava ad ogni ora del giorno e della notte e cominciava ad agitarsi se aveva coscienza che nella borsa portava meno di tre pacchetti di MS. Parlava sempre a voce bassissima ed era il ritratto stesso dell’austerità: la sua colazione tipo era una moka da due versata in un bicchiere di vetro con un dito di latte. Con una mano ci intingeva uno o due biscotti secchi, con l’altra teneva la sigaretta.
La Gianna era il suo…

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