Lo Hobbit : la desolazione di Smaug

CINEMANOMETRO

Drago che non sei altro

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Ecco. Bello. Basta. La finiamo qui? No dai mi sfogo un attimo, faccio presto…..è che c’è Smaug. Smaug è il prototipo figo del drago figo…che meglio di Smaug ho visto solo i draghi del “Regno del fuoco”, che pero’ non parlano…
Smaug oltre ad essere fighissimo parla…e tendenzialmente non dice cazzate ma esordisce con cose tipo “io sono la morte”…no, che poi mi chiedono perche’ mi gaso…. ma ti gasi per forza a vedere sto bestione coperto d’oro che falcidia nanetti sputando sentenze. “Te la do io la vendetta!!!”
Che i nanetti un po stanno sulle scatole a tutti, tronfi sporchi cicciotti e bruttini, senza Biancaneve hanno poco senso; ma il libro è così…e quindi se proprio dobbiamo fare una critica magari la facciamo al libro… che comunque (mi dicono) è bello pure lui.
Nani a parte nella “Desolazione di Smaug” ci hanno messo l’elfa…

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Cannes 2014: Marcello Mastroianni sulla locandina ufficiale

Sunset Boulevard

22x30_Cannes2014(1) Ecco la locandina ufficiale del 67mo Festival di Cannes ( 14-25 maggio ): gli autori, Hervé Chigioni e il suo graphic designer Gilles Frappier, hanno scelto un fotogramma con un primissimo piano di Marcello Mastroianni, tratto da 8 ½ , il film di Federico Fellini che venne presentato proprio sulla Croisette , all’interno della Selezione Ufficiale , nel 1963, vincitore poi, fra l’altro, di due premi Oscar ( Miglior Film Straniero e i costumi di Piero Gherardi). Il poster è firmato Lagency/Taste, Parigi , mentre la progettazione grafica è dello Studio Bronx . “Con Marcello Mastroianni e Federico Fellini , celebriamo un cinema che è gratuito e aperto al mondo, riconoscendo ancora una volta l’importanza artistica del cinema italiano ed europeo attraverso una delle sue figure più luminose”, si legge nella nota stampa di presentazione, mentre gli autori hanno sottolineato, riferendosi a Mastroianni, come “Il modo in cui ci guarda…

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Un Museo pieno di Bottoni – intervista a Giorgio Gallavotti

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA Bottoni giapponesi del 1600 il primo in. ebano, avorio, strati di madreperla e corniola lavorata a buccia d’ arancia il secondo avorio con strati di madrepera

Facciamo quotidianamente uso del bottone per mantenere insieme i lembi delle nostre camicie o dei nostri cappotti. Ma sicuramente sono pochi quelli che si sono incuriositi dell’evoluzione del bottone attraverso i secoli. Tra questi vi è Giorgio Gallavotti. Nel 1991 espone per la prima volta la collezione di bottoni che aveva cucito prendendoli dal vecchio magazzino del padre.

Dopo diverse mostre private, anche fuori comune, e una voluta dalla amministrazione comunale nel 2001. Il Museo del bottone ha aperto privatamente il 10-05-2008. La collezione conta ora 12.000 bottoni.

foto 2 Bottone che raffigura Maria Antonietta

Com’è nata la sua passione?
Io e mio padre abbiamo venduto bottoni per tutto il 1900 in una importante merceria a Santarcangelo.
Lui negli anni 1920 ha rilevato un…

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