…non più gloriosamente attraversata…

vibrisse, bollettino

MIchele Mari MIchele Mari […] La letteratura tradizionale preesisteva allo scrittore. Il canone, il genere, gli stili preesistevano allo scrittore. Chi decideva di intraprendere questa attività aveva davanti poche soluzioni: tragedia, commedia, epica, lirica. Una volta eletta una di queste macro-opzioni, sapeva che aveva delle scelte sempre più codificate, termini sempre più cogenti. Al limite, l’oggetto, lo stile, la lingua e il metro coincidevano: c’erano cose che potevano essere dette solo con un sonetto, quattordici endecasillabi divisi in un certo modo. Prima che con il barocco si incrinasse questo sistema e si incominciasse a sperimentare, ci sono stati secoli nella nostra tradizione in cui il problema della scelta dell’argomento e del modo non si ponevano. Il vero problema era quello dell’ortodossia, e al tempo stesso, nella coscienza degli autori più grandi, il problema di un rapporto dialettico con la tradizione. Essere dentro la tradizione senza ripeterla meccanicamente, essere riconoscibili come anelli di…

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