Poeti (ri)trovati – Parveen Shakir: tra amore e libertà di Angelica D’Alessandri

Words Social Forum

184002_10150089218972554_45768422553_6769693_4231283_n

Parveen Shakir fu una delle poetesse più rinomate del Pakistan. Il suo contributo si interruppe troppo presto, a causa di un incidente stradale che le costò la vita.
La sua poesia resta viva, e come una musica risuona, melodiosa, in tutti coloro che hanno letto o ascoltato i suoi versi.
Messaggi d’amore e libertà vibrano nella sua poetica.

“Yes, I’m happy to remain a butterfly:
Though life’s needs conspire against me
At least my wings are still intact“

La potenza espressiva di questi versi è notevole.
Essere libera è difficile; libera dalle responsabilità, dai sentimenti che creano inevitabili legami.
Con i suoi versi cerca di liberare se stessa, ma non solo. Ha una forza interiore che trasmette con semplicità e, attraverso di essa, è come se riscattare un po’ noi stessi.
Vuole trasmettere, attraverso un soliloquio interiore, la capacità di guardarsi all’interno. Guarda dentro le nostre paure e spinge a…

View original post 539 altre parole

Occhi

Guido e l'autismo

ragazzo blu

Come apparirà ai suoi occhi il mondo? Cosa c’è dietro il suo sguardo? A questa domanda, che mi faccio tutti i giorni, non c’è e non ci sarà mai una risposta. L’immagine di Guido dodicenne nel laboratorio della scuola media “Martini” di Treviso sembra quella di un ragazzo che si cimenta nella pittura. Ma Guido non ha mai disegnato, non ha mai riprodotto nulla, nemmeno nel modo più elementare. L’universo della rappresentazione sembra essergli radicalmente estraneo, così come quello del gioco simbolico. Può svolgere soltanto dei lavoretti semplicissimi, per qualche breve minuto, per il tempo consentito dal suo disturbo dell’attenzione. E mai spontaneamente.

View original post

Dune

CINEMANOMETRO

Il pianeta deserto

image

Finalmente, il blu ray. L’ho trovato in edizione tedesca, con audio italiano. E me lo sono riguardato subito. Perche’ lo avevo visto da piccolino al cinema. Poi in vhs. E dopo in dvd. Perche’ e’ storia. E’ un classico. Ma non vuole piacere a tutti. Non per forza. Per scelta forse. Di quelli che hanno voglia di farsi raccontare una favola nera.
“Tutto questo e’ possibile perche lui e’ il Kwisatz Haderach”. E a me prende sempre un brividino.
Cupo. Malato. Mistico. Ermetico.
E anche decisamente incasinato. Che tra Arkonnen, Atreides, Fremen, moduli estranianti e tute distillanti sfido chiunque non abbia letto il libro a capirci qualcosa alla prima visione.
La regia di Lynch sicuramente non aiuta.
Difficile d’altronde condensare un mondo intero, anzi una galassia, in sole due ore e dieci. Che ci sarebbe tanto da raccontare e ancor di piu da spiegare. Soprattutto da spiegare.

View original post 123 altre parole