[Speciali] Porco Rosso (1992): recensione

Quinta parete

C’è molto di Miyazaki in Porco Rosso. In primo luogo c’è la sua capacità di lasciarsi influenzare e contaminare dai luoghi visitati, esattamente come fu per la Scandinavia di Kiki – Consegne a domicilio, e che in questo caso diventa la sponda adriatica dell’Italia. C’è naturalmente la sua passione per il volo, che mai nella sua filmografia sarà presente come in questo lungometraggio. E poi ci sono i personaggi tipici: quei cattivi che non sono mai davvero cattivi, quelle ragazzine sveglie, scattanti e piene di vita, quegli adulti un po’ sciocchi e sempre pronti a menare le mani. Eppure questo suo film del 1992 ha anche qualcosa di diverso rispetto ai suoi precedenti. Per la prima volta delle coordinate storiche ben precise, un protagonista davvero eccentrico, anche per gli standard del regista, la tematica ambientalista tenuta sommersa in favore di tensioni più umane e, stranamente, incarnate da…

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