Aspettando il Redentore

winckelmann in venedig

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E’ il giorno che precede la notte famosissima e anche se non mi sono ancora affacciato sulla riva che guarda il Bacino di San Marco sono sicuro che la rumba è già iniziata. Il mio rapporto con questa festa ancora, nonostante tutto, così veneziana e quindi da proteggere e difendere come il panda pervinca del Perù, è caratterizzato da aspetti contrastanti fra loro. Da un lato mi piace che ci sia, mi piace che ci siano – quante saranno? sicuramente tante da trasformare l’enorme specchio d’acqua in un tappeto di scafi – le barche decorate e chiassose che dal pomeriggio convergono verso il Bacino coi loro equipaggi in festa, mi piace che ci siano le tavolate lunghe chilometri che si distendono sulla riva degli Schiavoni, alle Zattere e in Giudecca, mi piace che decine di migliaia di persone si aggiungano ai naviganti e ai banchettanti per aspettare tutti assieme il fantastico spettacolo…

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Mysterium iniquitatis

Brotture

Conobbi Sergio Quinzio nel 1985, a Venezia, dove allora vivevo, in occasione di una conferenza nella quale parlò del suo ultimo libro La croce e il nulla. Lo conobbi personalmente, perché dopo la conferenza Quinzio cenò in casa di amici, e ricordo bene la conversazione – cui partecipò Mario Cantilena, che con lo scrittore aveva avuto un rapporto epistolare – per le calli, mentre lo accompagnavamo all’albergo. Mi fece una profonda impressione, quella di una fede cristiana terribilmente urgente, assolutamente drammatica, impossibile.

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James Garner (1928-2014)

Sunset Boulevard

James Garner (Wikipedia) James Garner (Wikipedia)

E’ morto ieri, sabato 19 luglio, nella sua abitazione di Los Angeles, l’attore James Garner (James Scott Baumgarner, Norman, Oklahoma, 1928), noto soprattutto come interprete di serie televisive baciate dal successo (Maverick, 1957-1960; The Rockford Files, Agenzia Rockford, 1974-1980), ma che ha dato molto anche al cinema. Il modo di porsi in scena, infatti, sornione e ricco di spunti umoristici, l’eleganza e la prestanza fisica unite ad una certa sfacciataggine (negli anni contornata efficacemente da toni autoironici), hanno fatto sì che nel corso della sua carriera Garner potesse spaziare fra i vari generi, rivelando una certa duttilità.
Il debutto sul grande schermo, una volta completata la formazione attoriale presso gli Herbert Berghof Studios, risale al 1954 (una semplice apparizione in The Caine Mutiny Court-Martial, Herman Wouk), cui seguirono tutta una serie di ruoli secondari (Soli nell’infinito, Toward the Unknown

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“Il buio che rivela” di Tina Pernice

Words Social Forum

Caravaggio_-_Il_riposo_durante_la_fuga_in_Egitto

Nato in un freddo giorno, un giorno di Settembre del 1500, nato a Milano, bambino assai prodigio, bambino scalmanato. E se lo portò appresso quel ciglio molto superbo, quel velo avvelenato, quel tocco un po’ violento, quel desiderio andato. Non potrò mai conoscerlo, eppure così vicino, con quei suoi insegnamenti, quei forti accenti e limpidi disegni. Aveva due fratelli, aveva anche una sorella, un padre andato con la peste, una madre assai bella. Di gran prodigio sai, fu mandato a bottega, a imparare un mestiere a imparare l’arte vera. Il suo maestro era, amico di Tiziano, un gran pittore sai dell’epoca infinita. In quattro anni come apprendista pittore, imparò ad usare il pennello, imparò ad usar il colore, con accenti e guizzi di delicato pudore. Imparò a copiare la scuola veneziana, di Giorgione , Tiziano e Veneziano, a notare la pittura lombarda di Foppa e Bergognone, di Savoldo e Romanino…

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Guido e le foglie

Brotture

 tatoboleto

Ecco un piccolo episodio che illustra come funziona la mente autistica, e i problemi che questo modo di funzionare arreca a noi normali. Accompagno a scuola ogni mattina il mio figlio autistico Guido con la Panda, che solitamente è parcheggiata in giardino sotto un olmo. D’autunno l’olmo perde le sue foglie, e durante la notte molte finiscono sul parabrezza dell’auto, soprattutto se piove e tira vento. Succede quindi spesso che Guido salga in macchina, e mi veda togliere dal vetro le foglie prima di mettermi al volante. Guido non solo è autistico, ma ha un grave ritardo mentale, e non parla: comunica come può, ad esempio in auto per richiamare l’attenzione dal sedile posteriore protende un braccio, e tocca la spalla del guidatore e indica con la mano. Spesso si fatica a comprendere cosa intenda esprimere. L’altro giorno, alle 8 di mattina, come al solito lo faccio salire…

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