L’estate precaria

Il nuovo mondo di Galatea

La spiaggia, quest’anno, è in sordina, perché il tempo è quello che è. Difficile riuscire a restare un giorno intero, e persino quando si è lì, al sole, godendo lo sprazzo di luce che regalano le nuvole, si è sempre guardinghi, a scrutare l’orizzonte per cogliere i presagi di un incipiente temporale. Così si vive al momento, con gli asciugamani pronti ad essere arrotolati e rimessi in borsa, e le passeggiate che si fanno più corte per l’ansia di poter tornare indietro in fretta, mentre i bagnini non tolgono nemmeno la maglia e spiano, dalla loro torretta, non tanto il mare ma il cielo.

Si coglie l’attimo di sole quando arriva, e per quanto dura, e la spiaggia è fatta di sdraio vuote e di ombrelloni che nemmeno vengono aperti, di bagni fatti in fretta fra un piovasco e l’altro, di vaporetti che si riempiono per esodi improvvisi alle prime…

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