E la trolley-saga continua

winckelmann in venedig

Ridge

Che c’entra Ridge? Niente, solo a dire che ‘sta soap del trolley sta diventando meglio di Beautiful. Breve sunto delle puntate precedenti:
1: per un incomprensibile fenomeno di generazione spontanea che nemmeno Francesco Redi potrebbe spiegare si sparge all’improvviso la notizia che a Venezia potranno fra poco circolare solo trolley con minipneumatici gonfiabili.
2: il mondo si divide in due, da una parte quelli che si sbudellano dal ridere, dall’altra i terrorizzati in procinto di partire per la laguna, che telefonano agli alberghi chiedendo se per accedere devono rifarsi il parco valige.
3: il commissario Zappalorto nega che la sua amministrazione abbia mai pensato una cosa del genere. Il quotidiano locale, che aveva dato gran rilievo alla notizia, non gode a far la figura di chi si inventa le cose e risponde con piccate parole.
Nella puntata odierna Zappalorto ci ha ripensato, ma con una sagace variazione. Niente valige coi…

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0.

annonudo

Prefazione

L’allegria non ci ha mai abbandonati.
Sono già quindici anni che, in misura delle nostre forze, scriviamo opere divertenti e buffe e con la nostra risata rallegriamo molti cittadini, che tra le nostre righe vedono esattamente quello che vogliono vedere, e non qualcosa di serio, istruttivo o che turbi la loro vita.
E noi, probabilmente per la nostra pochezza d’animo, siamo infinitamente felici e contenti per questo.
Ed ecco che ci è venuta l’idea di scrivere un libriccino non meno allegro e godibile sugli atti e sui sentimenti più vari.
Solo che abbiamo deciso di non scrivere esclusivamente in merito agli atti dei nostri contemporanei. Sfogliando le pagine della Storia, abbiamo trovato fatti assai buffi e scenette divertenti che descrivono in maniera lampante le azioni degli uomini del passato. Scenette che vi invitiamo a leggere con attenzione: ci tornano assai utili a dimostrazione e conferma delle nostre idee da…

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2.

annonudo

Martin Martynič se ne stava in piedi sulla scala scura, ghiacciata dagli spruzzi d’acqua gelati, dondolandosi, sospirando; e, col secchiello che tintinnava come la catena di un condannato, scese dagli Obërtyšev, che avevano ancora l’acqua corrente. Gli aprì il signor Obërtyšev: indossava un cappotto cinto da una corda, non si rasava da un bel po’, il viso era diventato un terreno incolto su cui cresceva qualcosa di rossiccio, delle erbacce polverose. In mezzo alle erbacce, denti gialli di pietra, e tra le pietre, la fulminea coda di una lucertola, un sorriso.
Ah, Martin Martynič! Siete venuto per l’acqua? Accomodatevi, accomodatevi, accomodatevi».
Nello stretto stanzino tra la porta esterna e quella interna, con il secchiello in mano non ci si gira neanche. È lì la legna degli Obërtyšev. L’argillosoMartin Martynič urtò dolorosamente un fianco contro la legna. Si formò una profonda ammaccatura nell’argilla. E una ancora…

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Sapa

____________Mille Nuovi Orizzonti__________

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Arriviamo a Sapa e riceviamo subito un caloroso benvenuto da una dozzina di signore Hmong vestite di tutto punto con abiti tradizionali, un po’ come arrivare a Roma ed essere scortati in albergo da un gruppo di centurioni: sono autentici allo stesso modo, soltanto che, invece della foto davanti al colosseo, vi offrono un trekking di 1 o 2 giorni attraverso i loro villaggi. Il costo non è esoso e va dai 15 ai 25$ in base alla durata e soprattutto alle vostre capacità di contrattazione. Sappiate che nessuno puo’ sfuggire a questa contrattazione, che siate interessati o no, sarà un passaggio obbligato. Loro vi conoscono, sanno dove alloggiate, sanno quando siete arrivati, sanno cosa volete e sanno se avete già contrattato il trekking oppure no (lo so, è inquietante ma è proprio così: al nostro terzo giorno di soggiorno, mentre passeggiavamo prima di cena lontani…

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Ipazia, scena XVI

Brotture

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Ecco un omino addossato ad una catasta di legna. Ai suoi piedi una cesta di frutta, smilzo, occhi neri ridenti, medita osservando gli stranieri. La casa del patriarca? risponde. La conosco. Certo che la conosco. Tutta Alessandria la conosce, per forza. Tu sei un monaco?
Sì.
Allora chiedi ai monaci, se fai tre passi ne trovi subito uno.
Ma io non conosco nemmeno la direzione giusta…, dice Filemone. Ma tu, amico, perché ce l’hai coi monaci?
Giovanotto, mi sembri un po’ ingenuo, per essere un monaco. Non pensare che rimarrai così candido se resterai in Alessandria. Se continuerai a vestirti di pelle, e ad andare di chiesa in chiesa per un mese qui, senza imparare a mentire, a calunniare, ad applaudire e urlare invettive, e magari a partecipare a qualche atto di violenza… o assassinio… vorrà dire che sei un uomo migliore di quello che mi sembri adesso. Mio caro…

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