Za3.

annonudo

Martin Martynič posò il secchiello sulle scale scure e ghiacciate, si voltò e dette una bella botta alla prima porta. Tendendo l’orecchio, udiva solo il secco brivido della ossa, e il proprio respiro tremante, discontinuo, intermittente. Allungò la mano nello stretto stanzino tra le due porte, tastando trovò la legna, un pezzo, poi un altro, e un altro… No! Si buttò velocemente sul pianerottolo, socchiuse la porta. Adesso bastava solo colpirla un po’ più forte, per far scattare la serratura…

Ma non ne ha la forza. Non ha la forza di sbarrare la porta al domani di Maša. Sulla linea tracciata dal suo respiro flebile e intermittente si stavano scontrando mortalmente due Martin Martynič: quello di prima, di Skrjabin, sa che è sbagliato. E quello nuovo, della caverna, sa che è necessario. L’uomo della caverna calpesta, stringe al collo, digrigna i denti. E Martin Martynič aprì la…

View original post 123 altre parole

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...