Cve2.

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Cedo sempre il posto ai vecchietti, alle vecchiette. Alle vecchiette con gioia, ai vecchietti – con piacere. (Solo non a quelli rasati, ciò significherebbe – offendere. Ai rasati – sorrido.)

Un vecchietto l’ho spaventato a morte. Un altro, al quale avevo offerto una monetina da 5 copeche (era mattino presto, e non gli cambiavano i soldi) mi ha guardata a lungo, senza capire: – «E come ve li rendo?» – «Oh signore! Per cinque copeche!» – «Ma no, signora, non si può fare». (Il vecchietto era all’antica.) – Allora, signore, pagate o uscite! – mise fretta il conducente. – Per l’amor di Dio! – supplicai io. Il vecchietto osservò di nuovo tutti con diffidenza. – Su prendete, finché ve li danno! – con stizza disse un operaio. Il vecchietto oscillò tutto, di nuovo. E d’un tratto, con viso ispirato: – Qual è il suo nome? – Il mio? …

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