Za7.

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Pëtr Petrovič Mamaj mangiava la zuppa. O meglio, gliela faceva mangiare sua moglie con la massima severità. Troneggiando sulla poltrona, maestosa, benevola, giunonica, simile a Buddha, faceva mangiare a quell’ometto insignificante la zuppa fatta con le sue mani.
«Più svelto Peten’ka, la zuppa si fredda. Te l’ho detto tante volte, non mi piace che si mangi leggendo un libro»
«Certo Alen’ka, subito, io... io… Ma la sesta edizione! Ci pensi, la sesta edizione di Dushen’ka di Bogdanovič! Nel ´12, quando c’erano i francesi, era andato tutto bruciato e si pensava che se ne fossero salvati solo tre esemplari. E invece ecco il quarto, ci pensi? L’ho trovato ieri, sullo Zagorodnyj... »
Il Mamaj del 1917 conquistava libri. Ragazzino di dieci anni coi cappelli arruffati, studiava dottrina, gioiva per le penne e mangiava quello che gli dava la mamma; ragazzino di quarant’anni, pelato, lavorava in…

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