Questi sono i nomi

Brotture

WierQuesto è il primo romanzo da me letto in cui un aspetto fondamentale della storia sia direttamente ispirato alla teoria girardiana dell’origine del sacro, ovvero alla divinizzazione della vittima successiva al suo linciaggio. In Questi sono i nomi (De Bezige Bij, 2012, trad. it. di C. Cozzi e C. Di Palermo, Iperborea 2014) Tommy Wieringa costruisce un intreccio di due storie, una collettiva ed una personale, che alla fine si intrecciano e generano qualcosa di nuovo. La storia collettiva—e corale—è quella di un gruppo di profughi che cercano di raggiungere una terra promessa, un qualche paese sviluppato, e si ritrovano sperduti nella steppa, in un deserto privo di qualsiasi traccia di umani, i cui unici segni sono ruderi abbandonati, e procedono in una marcia disperata per giorni e giorni, perdendo gradualmente ogni traccia di ciò che generalmente si attribuisce all’uomo civile, e infine semplicemente all’essere umano. La seconda storia…

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