La trilogia di Arthur Koestler

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Mario Amato 

Ci sono coscienze dalle quali non si esce se non con la morte. Spesso i fatti – che nella storia congelano gli affetti, essi relegati sempre nella calda e agonizzante memoria, troppo soggettiva – non si possono spiegare, solo si trova la forza di giustificarli, non importa quanto a posteriori. Questo è il caso di un intellettuale come Arthur Koestler, il quale costretto a obliare la parte umana di sé, si redime mediante una filosofia segreta, elaborata mentalmente giorno per giorno, una resistenza inconscia dentro la rimozione, per sfuggire alla cellula comunista:

Dopo pochi mesi nel partito la mia fede cominciò ad assumere una forma più duttile e duratura. […] Così la mia ingenua fede iniziale si mutò lentamente in un credo privato, esoterico, che era più malleabile, e a prova d’urto con la realtà.[1]

Dopo un’adolescenza vissuta alla scoperta del sionismo[2], si…

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