Essere e non-essere

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C’è un problema di fondo nell’acuto e ricchissimo libro di Fabio Vander sulla dialettica hegeliana Essere e non-essere. La scienza della Logica e i suoi critici (Mimesis 2009): quello del concetto di rivoluzione. Nella Introduzione Vander chiarisce immediatamente che intende la dialettica “come ragione dell’essere dell’ente ovvero come possibilità della contraddizione come fondamento” (p.10). Ciò non sorprende il lettore del precedente Critica della filosofia italiana contemporanea. Per Vander, il problema della Modernità non è l’ oblio della differenza ontologica, ma l’ oblio della differenza dialettica (p.13). In sostanza, secondo Vander l’autentica natura della dialettica hegeliana è stata mistificata dalla filosofia degli ultimi due secoli, che l’ha recepita e criticata come astratta e separata dal reale, proprio mentre tutte le principali filosofie, compresa quella di Marx e dei suoi epigoni, si volgevano in ontologie.  Mentre Vander ritiene che in Hegel l’idealismo non sia affatto la costituzione della realtà da parte del pensiero (idea…

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Nude e crudi

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Sandra Puccini è un’antropologa, e qualcuno potrebbe pensare di trovare qui una teoria del rapporto tra il femminile e il maschile nella società italiana contemporanea. Invece Nude e crudi. Femminile e maschile nell’Italia di oggi (Donzelli 2009) è una fenomenologia, abbastanza articolata e molto personalizzata e impressionistica, nonostante la gran mole di libri, articoli e trasmissioni televisive che sono citati, e nonostante l’ampia bibliografia ragionata. Si tratta, tuttavia, di una fenomenologia molto interessante, e sulla quale occorrerebbe ragionare a fondo. La Puccini (a proposito, mi accorgo che chiunque sia o voglia apparire politicamente corretto ormai dovrebbe eliminare il la davanti ai cognomi di donna, cosa che del resto fa la Puccini stessa, espellendo un altro segno della differenza: non lo farò mai) espone tutta una serie di fenomeni di costume che manifestano l’autocomprensione che i due sessi hanno oggi di sé, e che risultano innescati e governati dal sistema dei…

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Nel caffè della gioventù perduta

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cop (1)Dopo Viaggio di nozze e Via delle Botteghe Oscure, ho letto Nel caffè della gioventù perduta (2007, trad. it. di I. Babboni, Einaudi 2010). E oggi, mentre il mondo della cultura contempla stupefatto e inorridito l’ISIS in Palmira, nella mia mente è nato un collegamento tra le gesta dei barbuti pronti alla distruzione e all’auto-immolazione e gli evanescenti personaggi di Patrick Modiano. Una radicale opposizione di essere e non-essere: da un lato una credenza assoluta e un’adesione totale a un senso dell’essere univoco, che significa affermazione di sé nella dedizione illimitata alla causa di Dio, per cui annullarsi significa realizzare il perfetto compimento; dall’altro persone dall’identità sfuggente agli altri e a se stesse, che inseguono di continuo labili ombre del passato e per le quali l’unico senso della vita sembra essere una fuga senza fine. Occidentali perfetti, gente del tramonto. Nei personaggi di Modiano vi è un perfetto interscambio…

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Micronote 44

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1. Ogni Paese ha la sua feccia, la feccia non è mai un Paese.

2. Un grave problema nelle attuali democrazie, e massimamente in quelle del Sud Europa, è che anche essendo informati su quello che i candidati dicono non si è assolutamente informati su quello che effettivamente faranno.

3. Nessuna riforma della scuola, ammesso che sia realmente tale (e la Buona Scuola renziana tale non mi sembra) funzionerà mai senza il convinto sostegno di coloro sulle cui spalle dovrà marciare, ovvero gli insegnanti. Io dico solo una cosa, ovvero prima di riformare chiedetevi: tutti questi ricercatori italiani, che riescono a lavorare solo all’estero, cui si aprono le porte dei laboratori e delle università di mezzo mondo, che scuole hanno frequentato in Italia? Trovatele e premiatele, e fatene il vostro modello.

4. Gli Italiani recitano. Sempre. Tutti, come splendidamente spiegò Leopardi: e ognuno di loro è ben cosciente del fatto che tutti recitano, che…

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Come si cura il Nervosismo (II)

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NervosismoNon è possibile dire quando scoppiò fra il genere umano la malattia cui volgarmente si dà il nome di «nervosismo», e che gli scienziati dell’ultima metà del secolo, specialmente Charcot e Beard, più profondamente studiarono, fissando due tipi morbosi abbastanza delineati: l’isterismo e la neurastenia. Senonchè, mutano i nomi, muta la concezione scientifica del male, ma i fatti restano nella loro imperturbabile verità: e si può affermare che il genere umano da secoli e secoli è soggetto alle medesime sofferenze, più o meno intense, più o meno dai medici studiate. Disturbi, cui oggi daremmo l’epiteto di neurastenici, furono descritti da Ippocrate, il così detto padre della medicina, che visse, come ognun sa, nel V° secolo av. Cristo; e fenomeni, che indubbiamente sono a riguardarsi quali isterici, grandeggiano nella storia, nei periodi di maggior entusiasmo religioso e patriottico. Non è dunque un triste privilegio dei nostri tempi il «nervosismo»; probabilmente esso…

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Come si cura il Nervosismo (1)

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Nervosismo

Mi è capitata in mano una copia di questo esilissimo volumetto (47 paginette a caratteri grandissimi). Del 1928, la terza edizione: deve avere avuto un grande successo. Questa collana della Cappelli di Bologna, Come si cura…, annoverava tra i suoi titoli, ed è già un piacere della mente leggere la sequenza: Come si cura la SifilideCome si cura la StitichezzaCome si cura la VistaCome si cura la NeurasteniaCome si cura il BambinoCome si cura l’InsonniaCome si cura la TubercolosiCome si cural’Impotenza, Come si cura la BlenorragiaCome si cura la VolontàCome si cura la Pelle, Come si cura il CancroCome si cura il Raffreddore, Come si cura l’Estetica del Corpo. Quasi un poema. Cosa darei per avere in mano Come si cura la Volontà, scritto al tempo della Coscienza di…

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La casa della moschea

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Un libro scritto in stato di grazia, La casa della moschea di Kader Abdolah (Het huis van de moskee, 2005, trad. it. di E. Svaluto Moreolo, Iperborea 2008). Questo testo dovrebbe anzitutto stimolare una riflessione sulla magia della traduzione, quel processo per cui le lingue comunicano tra loro dentro le singole menti e nel rapporto che unisce gli umani, al di là di ogni confine. Iraniano esule in Olanda, Abdolah scrive in olandese, mantenendo però vivo il contatto con la lingua d’origine e con lo spirito della sua terra. Questo libro lo incorona grande maestro di arte della narrazione.
La storia si dipana lungo molti anni, avendo come suo centro un complesso architettonico antico, di cui fa parte la moschea principale della città di Senjan. C’è una folla di personaggi, alcuni dei quali davvero indimenticabili, tra cui spicca il mercante di tappeti e responsabile per tradizione familiare della…

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