Nel caffè della gioventù perduta

Brotture

cop (1)Dopo Viaggio di nozze e Via delle Botteghe Oscure, ho letto Nel caffè della gioventù perduta (2007, trad. it. di I. Babboni, Einaudi 2010). E oggi, mentre il mondo della cultura contempla stupefatto e inorridito l’ISIS in Palmira, nella mia mente è nato un collegamento tra le gesta dei barbuti pronti alla distruzione e all’auto-immolazione e gli evanescenti personaggi di Patrick Modiano. Una radicale opposizione di essere e non-essere: da un lato una credenza assoluta e un’adesione totale a un senso dell’essere univoco, che significa affermazione di sé nella dedizione illimitata alla causa di Dio, per cui annullarsi significa realizzare il perfetto compimento; dall’altro persone dall’identità sfuggente agli altri e a se stesse, che inseguono di continuo labili ombre del passato e per le quali l’unico senso della vita sembra essere una fuga senza fine. Occidentali perfetti, gente del tramonto. Nei personaggi di Modiano vi è un perfetto interscambio…

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