Desideri su Yeerida

cop-des1

2005

Il romanzo si può leggere gratuitamente sul sito di Yeerida: http://bit.ly/26eHoOS

Desideri Yaandee

Ci accoglie così “Desideri” di Roberto Michilli, un collage di quattro storie che racconta gli sforzi, le sofferenze e la determinazione nella lotta per raggiungere l’oggetto del desiderio dei suoi protagonisti, con l’impeccabile stile di Fernandel Editore: http://bit.ly/26eHoOS.

Fino a che punto può spingersi l’essere umano mosso da questo stato di affezione dell’Io?


Rosa Polacco su Desideri, «Il Foglio», 19 novembre 2005:

Un romanzo polifonico, questo “Desideri”: quattro storie, distanti tra loro, s’intrecciano in una solida architettura: storie di buona borghesia di provincia, dove tutti sono ricchi, belli e infelici. Il filo conduttore, il pretesto e insieme la tesi, è il desiderio, vero protagonista che sposta la trama apparentemente leggera sul confine del giallo psicologico. Il desiderio è definito nel suo senso etimologico e desueto: è ciò che manca ed è perduto, assente e struggente. Angelo desidera Valeria, plagiata e rapita da uno psicoterapeuta da salotto televisivo; Elio cerca la casa dei suoi sogni, una villa di campagna abitata dagli spettri del pettegolezzo; Claudia ha semplicemente bisogno di un amante e Debora, o il suo fondo schiena, è l’oggetto irrinunciabile della bramosia boccaccesca di un uomo. Piccola città, bastardo posto, di pellicce e fuoristrada, di persone per bene che hanno risolto i momenti cruciali della vita: lavoro, matrimonio, figli. Ora, liberi dai banali nodi dell’esistenza, possono concedersi il lusso di un desiderio, di qualche futile necessità che è in sostanza simbolo di una noia e nemesi di scelte sbagliate. Conoscere il proprio desiderio significa riconoscerne la qualità e il limite, spiega Michilli, ma il desiderio esaudito è sempre punizione e vergogna, e in tre storie su quattro addirittura morte. D’altra parte, su queste pagine che si fanno via via più inquietanti, aleggiano sempre la presenza dell’irrazionale, della superstizione contadina e della magia, affatto gotica ma piuttosto retaggio di un piccolo mondo antico. Ogni racconto, interrotto e intersecato agli altri, ha un suo stile e un suo linguaggio: come spiega l’autore nella deliziosa nota finale, lo schema secondo cui le storie si intrecciano è quello del madrigale e il legame più seducente è quello musicale per cui le quattro parti “hanno ciascuna un diverso tempo interno, dato dal numero delle pagine ma anche dalla diversa velocità del racconto e si succedono in modo da richiamare i movimenti di una sinfonia classica”. Così la storia dei due sfortunati amanti ricorda un Allegro Vivace, la ricerca della casa in campagna un Adagio, il desiderio sessuale un Allegro ma non troppo. Alla fine torna in mente l’aforisma da maglietta di Oscar Wilde: a questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l’altra è ottenerlo.


 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...