Bernie Sanders negozia con il partito, influenza il programma

Short Cuts America: il blog di Arnaldo Testi

151218201000-hillary-clinton-debbie-wasserman-schultz-bernie-sanders-composite-2-exlarge-169Quindi, mentre litigavano di brutto in pubblico, dietro le quinte negoziavano da settimane. Com’è ovvio che sia. Voglio dire: le macchine elettorali di Bernie Sanders e Hillary Clinton e la dirigenza nazionale del partito democratico, cioè la (odiatissima dai seguaci di Bernie) chairwoman del Democratic National Committee, Debbie Wasserman Schultz. E negoziavano sulla divisione dei posti, com’è ovvio che sia, sulla composizione degli organi congressuali che gestiranno la convention presidenziale di Filadelfia il prossimo luglio.

In particolare, al centro del negoziato, c’era il Platform Drafting Committee, il comitato che deve stilare il programma ufficiale democratico. Quello che in autunno accompagnerà la campagna elettorale della candidata presidenziale e che, perda o vinca, verrà subito dimenticato. Ma il testo del programma è comunque importante in sé, perché fotografa l’equilibrio delle forze e delle idee all’interno del partito. E che le forze e le idee di Bernie vi siano rappresentate è altrettanto importante…

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All’ultimo papa (excerpta)

Brotture

13256067_1011911035511163_3951748239080752597_nBenedetto XVI si è trovato stretto nella contraddizione tra la necessità di difendere la credenza tradizionale, soprattutto tra le masse popolari, e il doveroso rigetto di una religione ridotta a mitologia, cui è ignota l’esperienza dello spirito. (p.14)

In realtà, della scomparsa dello spirito è responsabile soprattutto la Chiesa, che ha imboccato la strada di una fede come credenza esteriore, storica, sociale, scartando quella dell’interiorità, del distacco, del vuoto, senza la quale non vi è spirito. (p.30)

Si è fatto di Gesù un Dio per inserirlo in un mito cosmico di caduta e di redenzione, quando il suo messaggio è stato preso in senso messianico, ovvero relativo all’instaurazione di un regno di Dio nella storia, alla salvezza di un popolo o di singole persone, una salvezza intesa come conservazione di vita. Così si è finiti nella superstizione, perché la cosiddetta « storia della salvezza» è una mera invenzione, dato…

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Una notte col capo: solo un romanzo rosa?

Al di là del Buco

Come la cultura dominante condiziona l’immaginario e le aspettative femminili, in linea coi peggiori stereotipi di genere.

Di Martina Manfrin

La lingua, scritta e parlata, costituisce un mezzo di espressione individuale, culturale e sociale; pertanto, un’analisi lessicale e statistica dei lemmi risulta essere un’ottimo indicatore di come alcune fasce della popolazione percepiscono il mondo che le circonda.

A tal proposito, chi scrive ha deciso di utilizzare alcune tecniche di elaborazione del linguaggio naturale (Natural Language Processing, NLP) per delineare gli orizzonti semantici delle lettrici degli “Harmony”. Più in dettaglio, si è partiti dal catalogo di suddetta collana -distribuita dalla casa editrice Harper Collins Italia- e lo si è esplorato mediante l’uso di programmi informatici.

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Emil Nikolaus von Reznicek

diesis&bemolle

Emil Nikolaus von Reznicek (1860 – 1945)

Emil Nikolaus von Reznicek, compositore e direttore d’orchestra oggi pressoché dimenticato, raggiunge la popolarità nel 1894 con l’opera in tre atti “Donna Diana”, all’epoca una delle più eseguite in Germania e Austria e la cui Ouverture viene anche utilizzata in alcune trasmissioni radiofoniche.

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Poeti italiani del Novecento

Si può dire che l’elenco della poesia italiana successiva al 1910 (e per circa un settantennio, fin verso quel 1975 che sembra essere una data di svolta) rechi dodici o tredici nomi, ossia Gozzano; Saba; Rebora; Campana; Ungaretti; Montale; Tessa; Luzi; Penna; Caproni; Sereni; Pasolini; Zanzotto.

A questi, con vario grado di consenso della critica, si associano almeno altri venti poeti: Palazzeschi; Corazzini; Onofri; Moretti; Jahier; Boine; Sbarbaro; Soffici; Cardarelli; Marin; Bertolucci; Quasimodo; Betocchi; Gatto; Noventa; Pavese; Sinisgalli; Sanguineti; Rosselli; Giudici; Raboni; Loi.

Trentacinque lirici in settant’anni: la “fredda posterità” ne conserverà certo meno della metà. Gli altri dovrebbero sapere fin d’ora, come diceva uno di loro, che l’onore di un poeta riverbera anche su altri poeti.

Franco Fortini