Diari di Cineclub, online il numero 81 | Marzo 2020

Sunset Boulevard

E’ online, scaricabile gratuitamente,  Diari di Cineclub n. 81 – Marzo 2020;  fra gli articoli di questo numero: Mohammad Rasoulof, un regista coerente del cinema iraniano contemporaneo (Giovanni Ottone); Fellini e il fantasma di La Dolce Vita nel tessuto di Intervista (Roberto Chiesi); Cinema e peste – Antigone (Natalino Piras); Pinocchio, il burattino più celebre del mondo nel suo legame con il cinema (Nino Genovese); Mino Argentieri. Cecilia Mangini ricorda Mino a tre anni dalla sua scomparsa (Cecilia Mangini); Premio Centottanta (DdC); La ragazza d’autunno (Dylda). Giulia Zoppi; La vita di Jim Dine (Mario Dal Bello); Transsiberian (2008). Federico La Lonza; Wounds: l’autofagia del postmoderno sintetizzata in un film (Giacomo Napoli); Fellini – Felliniana e Ferretti, splendida allitterazione… (Maria Cristina Nascosi); ‘CCA NISCIUN È FESS! (DdC); Accattone bloccato dalla censura (Mino Argentieri); Romanistan, un progetto di Luca Vitone (Lisa Andreani); Un sogno rimasto in sospeso: John Fante…

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NELLA VASCA DEI PESCI ROSSI- Anna Maria Farabbi: Il terzo tempo della nostra società,gli anziani. Una proposta di Elisabetta Chiacchella

CARTESENSIBILI

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Gli ultimi dati Istat che fotografano  la popolazione italiana (gennaio 2019) registrano uno storico aumento degli anziani: sono cresciuti di oltre mezzo milione dal 2015 a oggi. Un vero e proprio record di persone con più di 65 anniche hanno raggiunto per la prima volta i 13,8 milioni e rappresentano il 22,8% della popolazione totale.A 65 anni di età la speranza di vita residua è di 19,3 anni per gli uomini (+0,3 sul 2017) e di 22,4 anni per le donne (+0,2). Come gestire questo tempo in più che le singole vite hanno conquistato (o ricevuto dall’assetto socio-economico attuale, dipende dai punti di vista…) è l’interrogativo chiave in termini di sistema sanitario. Ma l’oggetto della nostra riflessione è invece quale significato collettivo abbia la loro presenza e quale sia il loro ruolo fra di noi.

Viene proposto un racconto inedito dentro cui si osserva…

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Sybil Sanderson e quel sol alto come la Tour Eiffel

Il cavaliere della rosa

Nei suoi Souvenirs, che come tutte le autobiografie è una fonte da prendere con molto spirito critico, Jules Massenet racconta di averla incontrata, timida, vestita a lutto e con la mamma a farle da chaperon, a un dopocena nella residenza parigina di una facoltosa famiglia americana di cui non rivela il nome. Era il 1887 e questa ragazza extraordinairement jolie aveva raggiunto gli invitati con il preciso scopo di farsi ascoltare dal celebre compositore. Con lui fece la ritrosetta: mi scuserete – disse – se non canto musica vostra. Ci vuole del coraggio per farlo davanti a voi, e questo coraggio io non ce l’ho. E, alla faccia della fifa, attaccò nientemeno che un’aria della Regina della notte. Per lui fu amore a prima vista, totale e incondizionato: émerveillé, stupéfait, subjugué, Massenet riuscì in qualche modo ad aspettare mattina prima di correre dal suo editore a…

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Buon compleanno Victor Capoul

Il cavaliere della rosa

Stavo in realtà scrivendo d’altro quando mi sono accorto per puro caso che quel 27 febbraio che inizierà fra nemmeno mezzora segnerà il centottantunesimo compleanno di Victor Capoul, ormai una star incontrastata di questo blog. Non potevo far passare sotto silenzio questa occasione d’oro di ricordarlo ancora una volta e così, non avendo sottomano cose nuove da dire, ho pensato di dedicargli una galleria con tutte le fotografie che possiedo, che formano ormai un simpatico gruzzolo.
Una parte di loro le ho già pubblicate in passato, qualcun’altra è nuova e inedita. Ben quattro, facilmente riconoscibili, lo mostrano nei panni di Paul in un’opera che fu un suo cavallo di battaglia: Paul et Virginie di Victor Massé. Una curiosità: assieme a lui, nella foto di Nadar su cartoncino nero, appare Marie Heilbron, che in appena trentacinque anni di vita fece tempo a fare una carriera illustre e internazionale e che il…

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Anna Fusaro su Sentimentàl

IL CENTRO – Cultura & Spettacoli. Domenica 23 febbraio 2020

Anna Fusaro “Sentimentàl” di Michilli, trittico di storie con mille storie

La nuova fatica letteraria di Roberto Michilli “Sentimentàl” viene dal passato, appartiene a una produzione finora inedita che si colloca tra la fine degli anni Ottanta e metà anni Novanta. È in questo arco temporale che il poeta saggista e romanziere camplese, classe 1949, ha scritto i romanzi che compongono il bel trittico pubblicato da Di Felice Edizioni (587 pagine, 25 euro).

            In “Il tempo sospeso”, narrazione in prima persona con un finale melò, un medico 40enne impegnato in Africa con l’Organizzazione mondiale della sanità, ricorda la parentesi come chirurgo d’urgenza nell’ospedale di una cittadina (in cui si riconosce Teramo) e l’amore con l’affascinante Daniela. In “Giulia e altre solitudini”il protagonista Marco ripensa a una storia che sente arrivata alla fine. In “La dea nera” (la Citroën DS, Déesse, nera del protagonista) Aldo P., funzionario di banca 50enne, incontra Anna, un passato oscuro e un bimbo di pochi mesi. Tre uomini solitari e maturi e tre donne enigmatiche e più giovani. Amori impossibili, perduti, complicati, non afferrati e rimpianti con nostalgia o, all’opposto, pazientemente conquistati. Come in altri lavori recenti, anche in questi tre romanzi tirati fuori dal cassetto è riconoscibile lo stile notevole dell’autore.

            La sua scrittura concreta, precisa, attenta ai dettagli e alle sfumature quanto all’affresco d’insieme, è ricca di riferimenti spaziali e temporali che consentono al lettore di orientarsi nella trama e immergersi negli ambienti, nonché di descrizioni sapienti di ogni personaggio – dai protagonisti ai comprimari caratterizzati da pochi gustosi tocchi – che coinvolgono chi legge nelle vicende raccontate. Il Gran Sasso, non semplice sfondo ma quasi un altro personaggio che osserva indifferente l’affannarsi umano, è presente in tutte e tre le storie. I tre uomini sono infatti accomunati dalla passione per le arrampicate (lo stesso Michilli è stato scalatore) e ricorrono, insieme ad altre figure minori, in ciascuna storia, in primo o secondo piano. All’interno di ogni romanzo si sviluppano rivoli di altre storie che aprono squarci e digressioni mai casuali, per comporre un’avvincente commedia umana.

TRASMISSIONI DAL FARO- Anna Maria Farabbi: La leggenda di san Giuliano l’ospitaliere

Ogni libro spera di incontrare il proprio lettore ideale. Grazie ad Anna Maria Farabbi, La leggenda di San Giuliano l’Ospitaliere ha avuto questa fortuna.

CARTESENSIBILI

domenico ghirlandaio- san giuliano l’ospitaliere

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Questo è un libro da cogliere, salvare, assimilare, ruminare. Flaubert è un maestro. Quando nomino la parola maestro trovo immediatamente la costellazione fluorescente di orientamento, di nutrimento, riconosco insegnamenti  di riferimento e con questi fondamentali viatici attraverso la mia soletudine e la mia lingua. Qui, in quest’opera, Flaubert entra corpo a corpo con il lettore. Fluabert si svela in una maestà dolorosa e regale, senza scampo. Imperdonabile come direbbe Cristina Campo. Roberto Michilli, curatore e traduttore della mastodontica opera, apre immediatamente la prima pagina con proiezioni acute di citazioni tratte dallo stesso Flaubert e da Giuseppe Tomasi, principe di Lampedusa, che centrano significativamente i cardini della personalità dello scrittore francese, investendoci, impegnandoci, annunciandoci un viaggio letterario importante.
Subito dopo, due pagine oneste, limpide, scritte con penna esatta e cuore generoso sulla traduzione, illuminano l’approccio personale di Michilli al testo originale, indicano il suo metodo…

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