Sean Connery (1930-2020)

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Sean Connery (Commenti Memorabili)

Attore, cinematografico e teatrale, dalla notevole presenza scenica, misurata ma fortemente espressiva, maturata sui palcoscenici teatrali, e dalla personalità tanto complessa quanto carismatica, Sean Connery (Sir Thomas Connery, Fountainbridge, Edimburgo, 1930) ci ha lasciato oggi, sabato 31 ottobre; la sua popolarità è senza dubbio legata all’interpretazione di James Bond, l’agente segreto 007 al servizio di Sua Maestà con licenza d’uccidere, nato dalla penna di Ian Lancaster Fleming nel 1952 (anno di pubblicazione del primo romanzo, Casino Royale), pur se la sua duttilità gli ha comunque consentito di ricoprire altri ruoli egualmente meritevoli d’attenzione per la loro profondità, attraversati a volte anche da una certa inquietudine o vaga disillusione, proprie dell’uomo ancor prima che dell’attore. Lo si può notare in in Never Say Never Again (1983, Mai dire mai, Irving Kershner), quando Connery riprese il personaggio di Bond dopo averlo abbandonato nel 1971…

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Diari di Cineclub, online il N.88-Novembre 2020

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E’ online, scaricabile gratuitamente, il N. 88, Novembre 2020, di Diari di Cineclub, periodico indipendente di cultura ed informazione cinematografica; fra gli articoli di questo numero: Il nostro caro Alberto (Leonardo Dini); Non è un film demenziale (DdC); La tragedia irrisolta delle sorelle Macaluso (Alessandra Fagioli); Bacco, tabacco e… Venere: nuovo recupero del progetto S.O.S. Stanlio e Ollio con Stan Laurel solista (Enzo Pio Pignatiello, Simone Santilli); Film per scommessa (Mino Argentieri); Michel Ocelot (Giannalberto Bendazzi); Le jene di Chicago (1952). Federico la Lonza; The Ring in versione fotografica: Polaroid (Giacomo Napoli); Fabio Carpi, un grande autore dimenticato del cinema italiano (Pierfranco Bianchetti); Ema, di Pablo Larraín. Giovanni Ottone; Centocelle, quartiere di Roma, narrazione filmica e antropologica (Andrea Martire); Freud e il teatro. Psicoanalisi e palcoscenico (Fabio Massimo Penna); 35° Festival del Cinema Latino Americano di Trieste (Francesca Mometti e Rodrigo Diaz); Diabolik (Danger:…

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European Film Awards 2020, le tre commedie nominate

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La European Film Academy ha annunciato nei giorni scorsi le nomination per la categoria Commedia Europea 2020, così come decise da un comitato composto dai membri dell’EFA Katriel Schory (Israele) ed Angela Bosch Ríus (Spagna), dal regista/sceneggiatore Paddy Breathnach (Irlanda), dal programmatore Markus Duffner (Germania/Italia) e dalla distributrice/programmatrice Selma Mehadzic (Croazia). I film nominati, che potete leggere nell’elenco qui di seguito, saranno sottoposti all’attenzione degli oltre 3.800 membri dell’EFA, che decreteranno il vincitore, il quale sarà annunciato nel corso della Cerimonia virtuale della 33ma edizione degli European Film Awards, in diretta streaming da Berlino il 12 dicembre, su www.europeanfilmawards.eu

(FilmAffinity)

Advantages of Travelling by Train (Ventajas de viajar en tren, Spagna, Francia, diretto da Aritz Moreno, scritto da Javier Gullón, prodotto da Merry Colomer, Leire Apellaniz & Juan Gordon). Ladies Of Steel (Teräsleidit, Finlandia, diretto da Pamela Tola, scritto da Pamela Tola…

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Josep Mir i Llussà

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Josep Mir i Llussà (1704? – 1764)

Maestro di cappella del tardo barocco, Josep Mir i Llussà svolge la sua intensa attività a capo di istituzioni musicali ecclesiastiche a Segovia, Valladolid e presso il Monastero Reale dell’Incarnazione di Madrid. Il suo ampio catalogo è diffuso in Spagna e nell’America latina; gran parte della sua opera è scritta per doppio coro e in latino.


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Elfriede Jelinek, “Le amanti”

Andrea Tarabbia

La nave di Teseo ha ripubblicato in questi giorni Le amanti, romanzo che Elfriede Jelinek ha scritto nel 1975. Quella che segue è la recensione del libro che ho scritto per Tuttolibri del 24 ottobre.

Strano destino, quello di Le amanti di Elfriede Jelinek: pubblicato nel 1975 fu di fatto, grazie anche alle polemiche che il testo alimentò per via della brutale e provocatoria descrizione della condizione femminile nell’Austria degli anni Settanta, uno dei primi successi della futura premio Nobel, ma arrivò in Italia solo vent’anni più tardi, grazie a ES; ebbe poi altri due editori, Sonzogno prima e Frassinelli poi, ma visse all’ombra del più celebre La pianista e soffrì più di altri titoli per via di quella fama di autrice violenta, morbosa e perfino fastidiosa che Jelinek si porta dietro. Ora esce, per la Nave di Teseo, una nuova traduzione firmata da Nicoletta Giacon, che ha il…

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Heitor Villa-Lobos: Bachiana Brasileira n. 1

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Heitor Villa-Lobos: Bachiana Brasileira n. 1

Le Bachianas Brasileiras sono nove composizioni, realizzate da Villa-Lobos tra il 1930 e il 1945 come sintesi tra l’esperienza musicale europea, qui rappresentata dalla maestosa figura di Johann Sebastian Bach, da lui venerato, e la tradizione musicale brasiliana; ciascuna è destinata ad organici strumentali diversi e quasi tutti i movimenti sono provvisti di un doppio titolo, uno relativo alle forme musicali barocche, l’altro a quelle native brasiliane.


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71ma Berlinale, in cartellone la Retrospettiva “No Angels – Mae West, Rosalind Russell & Carole Lombard”

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Mae West (Biografieonline)

La Retrospettiva del 71mo Festival Internazionale del Cinema di Berlino (11-21 febbraio 2021)  metterà in risalto il talento comico di tre grandi attrici americane, Mae West, Rosalind Russell e Carole Lombard, attraverso una selezione di trenta titoli, tutti emblema della classica commedia hollywoodiana. Quando la Grande Depressione colpì gli Stati Uniti nei primi anni ’30, le commedie classificabili nel sottogenere “screwball” o “sophisticated”, in un momento di cupezza e pessimismo, grazie alla fantasiosa e raffinata messa in scena, si fecero carico nell’avallare un tipo di cinema particolarmente rilassante e diversivo, scanzonato e romantico, dimenticando, almeno nel buio della sala, l’imperante crisi. E quando gli Stati Uniti entrarono nella seconda guerra mondiale, il genere della commedia continuò a prosperare, sempre garantendo un minimo  di distrazione ed un pur breve sollievo dalle brutte notizie.

Carole Lombard (Wikipedia/Paramount)

Rosalind Russell (Pinterest)

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Anton Bruckner – Sinfonia n. 3 “Wagner-Symphonie”

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Anton Bruckner – Sinfonia n. 3 in re minore “Wagner-Symphonie”

Composta nel 1873 e dedicata a Wagner, musicista idolatrato da Bruckner, la terza Sinfonia viene sottoposta ad altre due sostanziali revisioni, nel 1877 e nel 1889; la prima versione, rimasta inedita, conteneva citazioni di temi del Tristano e Isotta, della Walkiria e dei Maestri Cantori, poi rimosse probabilmente su consiglio dello stesso Wagner. La prima esecuzione della sinfonia, Vienna 16 dicembre 1877, si rivela un fiasco clamoroso, con il pubblico che abbandona la sala durante l’esecuzione e la decisa stroncatura di Eduard Hanslick; tra i pochi sostenitori di Bruckner sono presenti Gustav Mahler e Rudolf Krzyzanowski che ne realizzano una versione per pianoforte a quattro mani. Con la revisione del 1889 la sinfonia acquista un carattere più personale e la sua esecuzione a Vienna il 21 dicembre 1890, sotto la direzione di Hans Richter, beneficia di un’accoglienza lusinghiera.

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Al tramonto

In memoria di Nino e Daniela


Richard Strauss su una lirica di
Joseph Freiherr von Eichendorff (1788-1857). Traduzione di Andrea Casalegno.

Al tramonto

Attraverso la gioia e il dolore
siamo andati, mano nella mano;
ora riposeremo del cammino
su questa terra silenziosa.

Il pendio della valle si addolcisce
intorno, e l’aria si fa scura;
solo due allodole si alzano,
sognando la notte, tra i profumi.

Vieni vicino, e lasciale frullare;
presto sarà tempo di dormire;
altrimenti noi ci perderemmo
in questa distesa solitaria.

O pace vasta e silenziosa,
pace profonda del tramonto.
Siamo così stanchi del cammino –
è così, forse – che si muore?


Im Abendrot

Wir sind durch Not und Freude
Gegangen Hand in Hand,
Vom Wandern ruhen wir beide
Nun überm stillen Land.

Rings sich die Täler neigen,
Es dunkelt schon die Luft,
Zwei Lerchen nur noch steigen
Nachträumend in den Duft.

Tritt her und laß sie schwirren,
Bald ist es Schlafenszeit,
Daß wir uns nicht verirren
In dieser Einsamkeit.

O weiter, stiller Friede!
So tief im Abendrot ,
Wie sind wir wandermüde –
Ist das etwa der Tod?