Anna Fusaro su Scritto dalla luce

«Il Centro», domenica 6 febbraio 2022

            È interamente ambientato in Abruzzo, nel Teramano, l’ultimo romanzo di Roberto Michilli “Scritto dalla luce” (168 pagine, 15 euro) pubblicato da Di Felice Edizioni.

            Il bel libro dello scrittore, poeta, saggista e traduttore originario di Campli, autore prolifico sempre interessante, racconta con una narrazione serrata e precisa nove mesi nell’esistenza del 55enne Giulio, da settembre 2009 a giugno 2010, attraversando tutte e quattro le stagioni e la diversa luce, anche interiore, del protagonista. L’uomo, dipendente dell’Istituto Zooprofilattico, ha avuto due tremendi lutti nel recente passato e si trova davanti una seconda occasione di felicità, afferrata solo per un attimo nell’incontro con la più giovane Iris, giornalista di una rivista milanese che vive e lavora nel capoluogo lombardo. Giulio è un uomo dai molti talenti e interessi, dagli sport di montagna alla fotografia, un tipo quieto che nasconde nel cuore il senso di colpa per aver dato per scontata la felicità familiare e non essersi accorto, concentrato su se stesso, delle difficoltà della figlia Aurora, sfociate nella tossicodipendenza.

            Soprattutto, da alcuni segni disseminati dall’autore nelle pagine, si percepisce che Giulio è una di quelle persone apparentemente tranquille e tuttavia capaci di concepire, magari senza metterli in atto, gesti violenti. La fotografia, scrittura con la luce, è la passione principale del protagonista ma pure l’elemento che mette in moto la trama. Un calendario fotografico sulle bellezze paesaggistiche e chiesastiche del territorio, commissionato dalla potente Fondazione locale a un giovane fotografo milanese alla moda, porta questi e la compagna Iris nella città di Giulio. Da qui una serie di dinamiche e tensioni, anche erotiche, tra i personaggi principali, ritratti a tutto tondo da Roberto Michilli, con il coro di una galleria di comprimari anch’essi tratteggiati sapidamente, qualcuno ferocemente. Alla cupezza di Giulio, al suo ricadere fatalmente in antichi e dolorosi errori, alla sua impossibile felicità, si contrappone l’ineffabile e serena bellezza del paesaggio, dalla montagna alla costa, e lo splendore solenne di chiese, abbazie, affreschi, polittici, paliotti, ceramiche, San Donato a Castelli, San Clemente, Ronzano, Propezzano, il duomo di Teramo e quello di Atri. Il libro è anche un viaggio in questa parte di Abruzzo, godurie alimentari comprese.

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