La soluzione

Guido e l'autismo

DSC01150

Le fughe di Guido sono diventate un problema molto serio, tanto che dopo l’ultima esperienza in montagna stavo per gettare la spugna: il rischio di un infarto o di un arresto cardiaco (per me sessantreenne inseguitore di un sedicenne-gazzella in corsa a rotta di collo) era diventato intollerabile. Per non parlare dai pericoli corsi da Guido, e di quelli fatti correre a terzi. Ma Guido ha assoluto bisogno di movimento e di aria aperta. Come fare? Oggi abbiamo sperimentato le cinture da lavoro con cordino, ed è andata benissimo. Guido l’ha presa bene, e sembra trovare piacevole la connessione via cavo in passeggiata. Abbiamo camminato sulla cima del Monte Avena, sopra Feltre, fatto un piacevole picnic osservando le vacche al pascolo, e contemplato gli audaci volatori che si lanciavano sopra la vallata. Qualcuno ha osservato noi, ma nessuno ci ha chiesto nulla. Segno che oggi le stranezze circolanti sono tante.

View original post

Annunci

In famiglia #francigena

luiginacci

Anda, l'oca della L'Ocanda di Centeno Anda, l’oca della L’Ocanda di Centeno

confidare nel silenzio
e nella condizione umana

Ivano Fossati, La mia giovinezza

Abbandoni Radicofani pensando a Ghino di Tacco. Con l’andatura cauta del brigante scendi per la strada bianca che ti porterà dopo 10.5 km a Ponte a Rigo. La vista è di una bellezza difficile da raccontare: in lontananza il Monte Amiata, in vicinanza i calanchi e le pecore, in mezzo il tuo sguardo che tenta di accumulare immagini per il prossimo inverno, quando soffierà la bora scura. Arrivi a Ponte a Rigo e la prima cosa che vedi è la chiesa di Santa Elisabetta, sul cui retro 5 anni fa dormisti in un container. Ora il container non c’è più, al bar ti dicono che dovrebbe essere allestito un rifugio per pellegrini all’interno della chiesa, ma i lavori sono al rilento. Al bar c’è la connessione wi-fi, la prima dall’inizio del cammino…

View original post 1.142 altre parole

UNA LETTERA DI UN VENEZIANO VERACE

SALVIAMO VENEZIA

gigiozanon

Il 4 novembre del 1966 – anno dell’alluvione – ero nella mia trattoria a cercare di sollevare quanto più possibile dall’acqua, arrivata fino a un metro e 94! E ricordavo la differenza che c’era tra l’acqua di quel giorno e quella del ’51: la famosa alluvione del Polesine.
Una cosa mi aveva colpito: la velocità della salita della marea!
E mi sono ricordato di quanto diceva il buon Gigio Tolotti, guardiano della valle di Jesurum dove ci andavamo a riparare in caso di maltempo mentre si andava a pescare, qualche anno prima, nel mentre cioè stavano scavando il nuovo canale dei petroli. Diceva che quel canale sarebbe stato l’inizio della fine prima della Laguna e poi di Venezia!
Fù un facile profeta.
Nella successiva acqua alta del 1972 in sole due ore il livello di marea aveva raggiunto il metro e 54 per poi in circa un ora svuotare la…

View original post 500 altre parole

Hands as a Canvas by Guido Daniele

Life in Pictures

Swan-Australian-Black-Swan1-507x340

Since 1968 Guido Daniele has been painting and participating to personal and group art exhibitions.In 1972 he started working as hyper-realistic illustrator, in co-operation with major editing and advertising companies, using and testing different painting techniques.
Since 1986 he has been working and improving his personal usage of airbrush: he paints back-stages in different sizes (the biggest ones can be 400 square metres) for artistic and advertising pictures, tv commercials and tv programmes. He also creates trompe l’oeil, both in private houses and public buildings. In 1990 he added a new artistic experience to his previous ones: using the body painting technique he creates and paints models bodies for different situations such as advertising pictures and commercials, fashion events and exhibitions.

View original post

L’Arsenale da nord – 2

winckelmann in venedig

Per questa seconda puntata (la prima è qui) è meglio cominciare con un po’ di didattica. Questo qui sotto è l’Arsenale di Venezia; cliccando sopra la foto la si vede parecchio ingrandita e si leggono meglio i segni che ho aggiunto:

Map

Senza che neppure proviamo a imbarcarci in un tentativo di ricostruzione storica della sua realizzazione, mi limito a indicare le sue aree principali, in un ordine che rispecchia grosso modo la successione degli ampliamenti:
A: darsena dell’Arsenal Vecchio (XIII secolo)
B: darsena dell’Arsenal Novo (XIV secolo)
C: darsena dell’Arsenal Novissimo (XV secolo)
D: vasca e canale delle Galeazze (XVI secolo)
La linea spezzata rossa nella parte inferiore della fotografia indica il percorso che compiono i visitatori della Biennale, che entrano dalle Corderie e vanno verso il nuovo Padiglione Italia. La visione da sud dell’enorme bacino dell’Arsenal Novo e Novissimo (così dall’Ottocento perché prima le due darsene erano separate…

View original post 460 altre parole