Sulle tracce di Carlo Crivelli. Ornament & Illusion. La prima mostra negli Stati Uniti

 

 

 

feature-altarpiece-reunited

feature-beneath-surface

feature-decorative-style

 

 

Dal 22 ottobre 2015 al 25 gennaio 2016 presso
Isabella Stewart Gardner Museum – 25 Evans Way, Boston MA

“Carlo Crivelli is one of the most important, but historically neglected, painters of the 15th century. He manipulated the surface of each painting with rare mastery of the medium, crafting visionary encounters with the divine.”

Maggiori informazioni qui

Annunci

Retour des cendres

Richieste per il rientro in patria delle spoglie mortali di Napoleone vi erano state in Francia fin da quando, il 2 agosto 1830, il re Borbone Carlo X era stato costretto ad abdicare e Luigi-Filippo, della casa d’Orléans, un  ramo cadetto dei Borbone, era diventato re. Re dei francesi, e non più re di Francia come i sovrani che l’avevano preceduto.

Il 12 maggio 1840 Luigi-Filippo  fece annunciare alla Camera dei deputati la sua decisione di inumare i  resti mortali di Napoleone all’Hôtel des Invalides e il 27 luglio 1840, con l’assenso del governo britannico, Francesco d’Orleans, principe di Joinville, figlio cadetto del sovrano, salpò per Sant’Elena sulla fregata  Belle-Poule, per l’occasione dipinta di nero, insieme con il gran maresciallo di palazzo generale Henri Gatien Bertrand, fedelissimo dell’imperatore con il quale aveva condiviso gli esili all’Elba e a Sant’Elena. Quando aveva ricevuto l’incarico dal re, Bertrand gli aveva consegnato la spada dell’imperatore, da lui religiosamente conservata.

La salma, vestita nell’uniforme di colonnello dei Cacciatori della Guardia, si rivelò intatta, quando la riesumarono l’8 ottobre 1840. Il corpo fu ricomposto in una bara di ebano, e l’imperatore iniziò il suo viaggio di ritorno in Francia.

1024px-Belle-poule-napoleon-couleur

La traslazione della salma di Napoleone sulla Belle Poule. Dipinto di Eugène Isabey.

Il 30 novembre 1840, salutata dalle salve di cannone del forte e delle navi militari presenti, la Belle Poule entrò nella rada di Cherbourg, e sei giorni più tardi il feretro fu trasferito sulla nave a vapore Normandie.

1024px-Belle-poule-napoleon-morel-fatio

8 dicembre 1840. Il trasbordo del feretro dalla Belle Poule al Normandie. Dipinto di Léon Morel-Fatio.

Arrivato a Le Havre, per rimontare la Senna il feretro fu posto sul battello La Dorade, che arrivò a Parigi il 14 dicembre,  attraccando al quai di Courbevoi, e il giorno dopo, 15 dicembre, i francesi poterono accompagnare il loro imperatore alla sua ultima dimora.

Il feretro era deposto sopra  un carro trainato da sedici cavalli. Lo scortavano, cavalcando ai quattro lati, i marescialli di Francia Oudinot e Molitor, l’ammiraglio Roussin e il generale Bertrand.  Il corteo funebre passò sotto l’arco di trionfo, tra due file di insegne con l’aquila imperiale, salutato dalle salve di cannone e accolto dalla famiglia regnante in nome della Francia.

Retour_des_Cendres_-_6

Il generale Bertrand venne incaricato dal Re di porre la spada e il cappello dell’imperatore sulla bara, ma non vi riuscì per l’emozione e venne sostituito dal generale Gourgaud. Bertrand morirà il 31 gennaio 1844. Il 5 maggio 1847 le sue spoglie verranno traslate a Parigi e tumulate anch’esse nell’Hopital des Invalid, accanto all’imperatore che aveva tanto fedelmente servito durante la vita.

La tomba di Napoleone

La tomba di Napoleone

Bernard Berenson su Carlo Crivelli

Da The italian painters of the Renaissance, traduzione di Emilio Cecchi:

L’arte ha una sostanza troppo grande e vitale, da poter tutta raccogliersi in una sola formula; e finora manca una formula la quale non deformi la nostra idea complessiva della pittura italiana nel quindicesimo secolo, e al tempo stesso renda giustizia ad un artista come Carlo Crivelli. Che si colloca tra i più genuini d’ogni epoca e paese; e non ci si stanca mai, anche quando i cosiddetti «grandi maestri» diventan tediosi. Con la libertà e lo spirito del disegno giapponese, egli esprime una divozione tenera e selvaggia come quella di Jacopone; una dolcezza d’emozione sincera ed ornata, come quella che un francese del quattordicesimo secolo avrebbe potuto mettere in un avorio della Vergine e il Figlio. La mistica beltà di Simone Martini, la pietà disperata del Giambellino giovane, nel Crivelli trovano forme che hanno il vigore lineare e la metallica lucentezza di vecchi Satsuma o delle lacche: e qualità tattili così sontuose.

Il Trittico di Montefiore dell'Aso

Il Trittico di Montefiore dell’Aso