Poeti italiani del Novecento

Si può dire che l’elenco della poesia italiana successiva al 1910 (e per circa un settantennio, fin verso quel 1975 che sembra essere una data di svolta) rechi dodici o tredici nomi, ossia Gozzano; Saba; Rebora; Campana; Ungaretti; Montale; Tessa; Luzi; Penna; Caproni; Sereni; Pasolini; Zanzotto.

A questi, con vario grado di consenso della critica, si associano almeno altri venti poeti: Palazzeschi; Corazzini; Onofri; Moretti; Jahier; Boine; Sbarbaro; Soffici; Cardarelli; Marin; Bertolucci; Quasimodo; Betocchi; Gatto; Noventa; Pavese; Sinisgalli; Sanguineti; Rosselli; Giudici; Raboni; Loi.

Trentacinque lirici in settant’anni: la “fredda posterità” ne conserverà certo meno della metà. Gli altri dovrebbero sapere fin d’ora, come diceva uno di loro, che l’onore di un poeta riverbera anche su altri poeti.

Franco Fortini

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Donna genovese

Dino Campana (1885-1932)

Tu mi portasti un po’ d’alga marina
nei tuoi capelli, ed un odor di vento,
che è corso di lontano e giunge grave
d’ardore, era nel tuo corpo bronzino:
– oh la divina
semplicità delle tue forme snelle –
non amore non spasimo, un fantasma,
un’ombra della necessità che vaga
serena e ineluttabile per l’anima
e la discioglie in gioia, in incanto serena
perché per l’infinito lo scirocco
se la possa portare.
Com’è piccolo il mondo e leggero nelle tue mani.