Tristesse d’été

Stéphane Mallarmé (Parigi, 18 marzo 1842 – Valvins, 9 settembre 1898). Traduzione di Roberto Michilli.

 

Il sole, sulla sabbia, lottatrice dormiente,
Nell’oro dei capelli scalda un languido bagno
E, bruciando l’incenso sulla guancia nemica,
Mescola con le lacrime la pozione amorosa.

Del bianco fiammeggiare la calma imperturbabile
T’ha fatto dire, triste, o miei baci impauriti,
“Noi non saremo mai una mummia sola
Sotto il deserto antico e le palme felici!”

Ma la tua chioma è come un tiepido fiume,
Vi annega senza brividi l’anima che ci affligge
E lì trova quel Nulla che certo non conosci!

Gusterò il belletto pianto dalle tue palpebre,
Vedrò se sa donare al cuore che colpisti
L’insensibilità dell’azzurro e dei sassi.

(1897)

 

Le soleil, sur le sable, ô lutteuse endormie,
En l’or de tes cheveux chauffe un bain langoureux
Et, consumant l’encens sur ta joue ennemie,
Il mêle avec les pleurs un breuvage amoureux.

De ce blanc flamboiement l’immuable accalmie
T’a fait dire, attristée, ô mes baisers peureux
” Nous ne serons jamais une seule momie
Sous l’antique désert et les palmiers heureux ! ”

Mais la chevelure est une rivière tiède,
Où noyer sans frissons l’âme qui nous obsède
Et trouver ce Néant que tu ne connais pas.

Je goûterai le fard pleuré par tes paupières,
Pour voir s’il sait donner au coeur que tu frappas
L’insensibilité de l’azur et des pierres.

(1897)

 

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Autre éventail (de Mademoiselle Mallarmé)

Stéphane Mallarmé (1842-1898); traduzione di Roberto Michilli

O sognatrice, perché io m’immerga
Nella pura delizia irraggiungibile
Sappi, con sottile menzogna,
Tenere l’ala mia nella tua mano.

Una freschezza di crepuscolo
T’arriva ad ogni battito
E il colpo prigioniero spinge indietro
L’orizzonte delicatamente.

Vertigine! ecco che rabbrividisce
Lo spazio come un grande bacio
Che, folle di nascere per nessuno,
Non può sgorgare né placarsi.

Senti il paradiso selvaggio
Come un riso sepolto
Insinuarsi dall’angolo della tua bocca
Al fondo dell’unanime piega!

Lo scettro delle rive color rosa
Stagnanti sulle sere d’oro, è questo
Il bianco volo chiuso che tu posi
Contro la fiammata d’un braccialetto.

(1884)

Soupir

Stéphane Mallarmé (1842-1898). Traduzione di Roberto Michilli.

La mia anima verso la tua fronte
Dove sogna, o calma sorella
Un autunno coperto di lentiggini,
E verso il cielo errante del tuo occhio d’angelo
Sale, come in un giardino malinconico,
Fedele, un bianco getto d’acqua sospira verso l’Azzurro!
– Verso l’Azzurro intenerito d’Ottobre pallido e puro
Che specchia nei grandi stagni il suo languore infinito
E lascia, sull’acqua morta dove la fulva agonia
Delle foglie erra al vento e scava un freddo solco,
Che si trascini il sole giallo in un lungo raggio.

(1866)

Tristesse d’été

Stéphane Mallarmé (1842-1898). Traduzione di Roberto Michilli.

Il sole, sulla sabbia, lottatrice dormiente,
Nell’oro dei capelli scalda un languido bagno
E, bruciando l’incenso sulla guancia nemica,
Mescola con le lacrime la pozione amorosa.

Del bianco fiammeggiare la calma imperturbabile
T’ha fatto dire, triste, o miei baci impauriti,
“Noi non saremo mai una mummia sola
Sotto il deserto antico e le palme felici!”

Ma la tua chioma è come un tiepido fiume,
Vi annega senza brividi l’anima che ci affligge
E lì trova quel Nulla che certo non conosci!

Gusterò il belletto pianto dalle tue palpebre,
Vedrò se sa donare al cuore che colpisti
L’insensibilità dell’azzurro e dei sassi.

(1897)