Tristezza di Erode (integrale)

E’ livida la luna questa sera,
L’aria brucia come il fiato di un drago
E una cupa tristezza senza nome               
M’avvolge il cuore col suo velo nero.
Danza per me, ti prego, Salomè,
Aiutami a scacciare la mia pena.
Potrai chiedermi quello che vorrai,
Se metterai quei veli colorati.
Vuoi che lo giuri, Salomè, mia cara?
Lo giuro: ti darò anche il mio regno
Se danzerai per i miei occhi stanchi.

Tu avanzi sui tappeti, Salomè!
Ricordati: alla fine della danza
Esaudirò ogni tuo desiderio.
Presto dunque chiamate i suonatori
E voi, servi, portatele i profumi!
Un’ancella l’aiuti ad indossare
I vaporosi veli colorati!
Gli ospiti, intanto, possono accostarsi.
Sei pronta, Salomè, pronta a danzare?
Suonino allora i cembali e i tamburi
E snodi il flauto la sua melodia!

Sì, io ti darò tutto, Salomè,
Ma continua a ballare, non fermarti.
Già non c’è più tristezza nel mio cuore
E l’aria adesso è fresca e profumata.
Continua la tua danza, Salomè;
Mentre tu danzi, come per magia,
Si disperdono i miei pensieri cupi.
I romani, i giudei, i re nemici;
Il potere, gli intrighi, i tradimenti
I delitti, i rimorsi e le paure
Sembrano solo favole lontane.

Avrai qualunque cosa chiederai,
Ma continua a danzare, Salomè.
Quando ti guardo il tempo sembra fermo
E la mia testa è vuota di pensieri.
Di vivo resta solo il desiderio
Il fuoco che m’accendi nella carne
Il sangue che mi romba nelle orecchie.
Salomè danza su tappeti d’oro.
M’entra dagli occhi e corre per le vene.
Come s’è fatta semplice la vita
Mentre lei danza e quasi non respiro.

Danza mia Salomè, danza mia vita
Getta all’indietro i tuoi capelli neri
E corri sopra i colpi dei tamburi.
Sento sul viso il vento del deserto
Nelle orecchie ho il ruggito dei leoni.
Ecco che cade il primo dei tuoi veli.
Il mio respiro già si fa più breve;
La forza mi ritorna nelle membra
Non sono più l’Erode vecchio e stanco
Ma ho vent’anni e inseguo una gazzella
Correndo a piedi nudi in mezzo al bosco.

Anche il secondo velo ora è caduto.
Vorrei che tu ne avessi addosso mille
Per vederti danzare all’infinito.
Il terzo velo scende dai tuoi fianchi
Lasciando intravvedere le tue forme.
Danza, mia Salomè, danza per sempre
Ed io per sempre sarò qui a guardarti
Senza sapere più ieri e domani
Senza nemici e senza desideri
Se non quello che adesso mi regali
Inseguendo la dolce melodia.

Come danzi leggera, Salomè!
Sembri volare sui tuoi piedi scalzi.
Sollevata nell’aria tra i tuoi veli
Sei senza peso, puro desiderio.
Nulla può su di te l’amara forza
Che ci schiaccia e costringe sulla terra.
Lasci cadere intanto il quarto telo.
E’ giallo. Tu sei il sole e quello è un raggio
Che scende a illuminare la mia reggia
E mette in fuga il buio della notte.
Danza, mia Salomè, danza mia vita.

L’inquieta luce rossa delle torce
Accende il tuo bel viso, Salomè.
Splendono le tue spalle, e le tue braccia
Serpeggiano nell’aria come fiamme.
Sei bella come un tempo era tua madre
Tu però bella lo sarai per sempre
Nel cuore di chi ha visto la tua danza.
Abbandona il tuo seno il quinto velo.
E’ azzurro come il mare e come un’onda
Si solleva e ricade lentamente      
Sulla sabbia dorata dei tappeti.

Ogni altra cosa sfuma e s’allontana.
Troppe domande inutili rattristano
I nostri brevi giorni sotto il sole.
La sola verità è il desiderio:
Nasce, s’acquieta, ogni volta rinasce;
Non muore; eternamente inappagato
Vivi c’immerge nell’onda pulsante
Che dalla terra corre su alle stelle.
Verde come le foglie a primavera
Il sesto velo scende per lasciarti
Coperta solo da una bianca nebbia.

E’ l’ultimo dei veli, Salomè,
Nube leggera che nulla nasconde.
Più forte adesso suonano i tamburi
Incalzante si fa la melodia
Si stringe la spirale dei tuoi cerchi
E più veloce batte il cuore in petto
A chi da te non può staccare gli occhi.
Ecco, ti sei fermata, e insieme a te
S’arresta all’improvviso anche la musica.
Avanzi nel silenzio, Salomè,
E ti fermi davanti al trono d’oro.

Con un gesto ti slacci il velo bianco,
Lo sorreggi un istante con le dita,
Poi lo lasci cadere e quello scende
Per fermarsi ai tuoi piedi come schiuma.
Nuda e trïonfante ora tu mi guardi
Mi guardi e mi sorridi, Salomè,
Perno dell’armonia dell’universo.
Lasciati accarezzare dai miei occhi
Offriti a me per un eterno istante.
E adesso chiedi, chiedi ciò che vuoi.
Nulla, lo giuro, ti sarà negato!

 

da Attraverso la vita, EGI 2001.

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Tristezza di Erode 11/11

Con un gesto ti slacci il velo bianco,

Lo sorreggi un istante con le dita,

Poi lo lasci cadere e quello scende

Per fermarsi ai tuoi piedi come schiuma.

Nuda e trïonfante ora tu mi guardi

Mi guardi e mi sorridi, Salomè,

Perno dell’armonia dell’universo.

Lasciati accarezzare dai miei occhi

Offriti a me per un eterno istante.

E adesso chiedi, chiedi ciò che vuoi.

Nulla, lo giuro, ti sarà negato!

 

da Attraverso la vita, EGI 2001.

Tristezza di Erode 10/11

E’ l’ultimo dei veli, Salomè,

Nube leggera che nulla nasconde.

Più forte adesso suonano i tamburi

Incalzante si fa la melodia

Si stringe la spirale dei tuoi cerchi

E più veloce batte il cuore in petto

A chi da te non può staccare gli occhi.

Ecco, ti sei fermata, e insieme a te

S’arresta all’improvviso anche la musica.

Avanzi nel silenzio, Salomè,

E ti fermi davanti al trono d’oro.

 

da Attraverso la vita, EGI 2001.

Tristezza di Erode 9/11

Ogni altra cosa sfuma e s’allontana.

Troppe domande inutili rattristano

I nostri brevi giorni sotto il sole.

La sola verità è il desiderio:

Nasce, s’acquieta, ogni volta rinasce;

Non muore; eternamente inappagato

Vivi c’immerge nell’onda pulsante

Che dalla terra corre su alle stelle.

Verde come le foglie a primavera

Il sesto velo scende per lasciarti

Coperta solo da una bianca nebbia.

 

da Attraverso la vita, EGI 2001.

Tristezza di Erode 8/11

L’inquieta luce rossa delle torce

Accende il tuo bel viso, Salomè.

Splendono le tue spalle, e le tue braccia

Serpeggiano nell’aria come fiamme.

Sei bella come un tempo era tua madre

Tu però bella lo sarai per sempre

Nel cuore di chi ha visto la tua danza.

Abbandona il tuo seno il quinto velo.

E’ azzurro come il mare e come un’onda

Si solleva e ricade lentamente      

Sulla sabbia dorata dei tappeti.

da Attraverso la vita, EGI 2001.

Tristezza di Erode 7/11

Come danzi leggera, Salomè!

Sembri volare sui tuoi piedi scalzi.

Sollevata nell’aria tra i tuoi veli

Sei senza peso, puro desiderio.

Nulla può su di te l’amara forza

Che ci schiaccia e costringe sulla terra.

Lasci cadere intanto il quarto telo.

E’ giallo. Tu sei il sole e quello è un raggio

Che scende a illuminare la mia reggia

E mette in fuga il buio della notte.

Danza, mia Salomè, danza mia vita.

da Attraverso la vita, EGI 2001.

Tristezza di Erode 6/11

Anche il secondo velo ora è caduto.

Vorrei che tu ne avessi addosso mille

Per vederti danzare all’infinito.

Il terzo velo scende dai tuoi fianchi

Lasciando intravvedere le tue forme.

Danza, mia Salomè, danza per sempre

Ed io per sempre sarò qui a guardarti

Senza sapere più ieri e domani

Senza nemici e senza desideri

Se non quello che adesso mi regali

Inseguendo la dolce melodia.

da Attraverso la vita, EGI 2001.