Ammucchiano i portieri…

Osip Mandel’štam (1891–1938). Traduzione di Remo Faccani.

 
Ammucchiano i portieri a badilate
la neve fresca, nei quieti sobborghi;
io, tra mugicchi dalle barbe folte,
passo, viandante a cui nessuno bada.

Balenan donne avvolte in fazzoletti,
cani bastardi ruzzano impetuosi,
dei samovàr fiammeggiano le rose
scarlatte in ogni casa e in ogni bettola.

 
(1913)

Cambiamento d’itinerario

Ghiannis Ritsos (1909-1990). Traduzione di Nicola Crocetti.

 

Pensava di passare dall’altra parte: teneva già tra le dita
l’obolo di bronzo; la mano però la teneva nascosta
nella tasca sinistra dei calzoni – non gli andava proprio
.           di sembrare
un esibizionista della morte – come tanti e tanti). L’inverno
era arrivato in pieno. I monti di fronte già innevati.
Alle navi fu vietato salpare per due giorni. Pure
di tanto in tanto compariva il sole; gli ulivi si facevano il
.           segno della croce;
una donna sola passò nel vento giù sul lungomare;
la veste le si appiccica sul corpo. E lui, la mano in tasca,
lasciò la moneta calda e si strinse il fallo. Ehi – gridò –
ehi, miserabile, infame, porca vita, che buon profumo
di salsedine, alloro, sperma e fica ha il bordello del mondo.