Alle cinque della sera 2014. Terzo incontro

INVITO WEB ROBERTO speciale

 

Grafica di Fausto Cheng.

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Premio Teramo 2013 – I vincitori

I racconti vincitori della XLIII edizione:

Premio Teramo: Tacea la notte placida, di Giorgia Costa

Premio Teramo “Mario Pomilio” (riservato a uno scrittore abruzzese): Le tre verità, di Daniele Cavicchia

Premio Teramo “Giacomo Debenedetti” (riservato a uno scrittore giovane): L’invidia è una brutta bestia, di Alessio Iezzi

I racconti segnalati:

Profondo come il vuoto, di Claudio Sergio Costa

Matematicamente, di Valentina Di Cesare

Come divenni prof, di Franco Di Michele

Un tantino sopra le righe di Caterina Falconi

La dose, di Manuela Giacchetta

Il settimo gradino, di Roberto Lazzari

Non fermarmi adesso, di Luca Maiolino

Il tuffo, di Aldo Manfredonia

Scuolacacca,  di Giovanni Papa

Di spalle, di Livia Possenti

Le quattro carte, di Luca Ragazzini

A forza di oscure cose, di Carmela Scotti

La Giuria ha inoltre attribuito due premi speciali: a Federico Francucci, per la curatela de Il cimitero cinese di Mario Pomilio edito dalla casa editrice Studium; e alla innovativa rivista letteraria WATT, ideata da Maurizio Ceccato e Leonardo Luccone.

La Giuria del Premio Teramo è composta da: Raffaella Morselli (Presidente), Lucilla Sergiacomo, Attilio Danese, Roberto Michilli, Renato Minore, Stefano Petrocchi, Stefano Traini. Segretario del Premio Teramo è Simone Gambacorta.

L’orma lieve al Festival

Sabato 4 maggio 2013, alle ore 20 e 30, presso il Palazzo convegni Kursaal di Giulianova Lido, nell’ambito del II Festival della letteratura “Città di Giulianova”, organizzato da Patrizia di Donato, Azzurra Marcozzi ed Enzo Rapagnà, presentazione con lettura scenica di

 

Copertina Orma Lieve

 

Conduce: Alba Barnabei; voci recitanti: Antonella Ciaccia e Antonia Renzella; interventi critici: Ubaldo Giacomucci; suonano: Graziella Guardiani, Carlo Di Silvestre e Guerino Marchegiani.

[Они любили друг друга так долго и нежно…]

Michail Jur’evič Lermontov (1814 – 1841). Traduzione di Roberto Michilli (versione del 13 aprile 2014).

La lirica, del 1841,  è una libera traduzione di Sie liebten sich beide, doch keiner… di Heinrich Heine. Lérmontov riporta in epigrafe i primi due versi della poesia di Heine, poeta che sentì vicino e gli fu particolarmente caro.

Sie liebten sich beide, doch keiner
Wollt’ es dem andern gestehn.
Heine.

Они любили друг друга так долго и нежно,
С тоской глубокой и страстью безумно-мятежной!
Но как враги избегали признанья и встречи,
И были пусты и хладны их краткие речи.

Они расстались в безмолвном и гордом страданье
И милый образ во сне лишь порою видали.
И смерть пришла: наступило за гробом свиданье…
Но в мире новом друг друга они не узнали.

S’erano amati per così tanto tempo e così teneramente,
con una tristezza profonda e una passione folle e ribelle!
Ma come nemici evitavano di accettarsi e d’incontrarsi,
e i loro brevi discorsi erano vuoti e freddi.

Si erano separati con una pena muta e fiera
e la dolce immagine vedevano a volte solo in sogno.
E venne la morte: s’incontrarono al di là della tomba…
Ma nel mondo nuovo non si riconobbero.

Утес (“Ночевала тучка золотая…”)

Michail Jur’evič Lermontov (1814 – 1841). Traduzione di Roberto Michilli (versione del 13 aprile 2014).

Anche questa poesia del 1841 è ispirata a Ein Fichtenbaum steht einsam… di Heinrich Heine.

Ночевала тучка золотая
На груди утеса-великана;
Утром в путь она умчалась рано,
По лазури весело играя;

Но остался влажный след в морщине
Старого утеса. Одиноко
Он стоит, задумался глубоко
И тихонько плачет он в пустыне.

 

La rupe

Una piccola nube dorata aveva passato la notte
sul petto di una rupe gigantesca;
la mattina ripartì di buonora,
giocando gaiamente nell’azzurro.

Ma è rimasta un’umida traccia nelle rughe
della vecchia rupe. Solitaria
sta, immersa nei suoi pensieri,
e quietamente piange nel deserto.

[На севере диком стоит одиноко…]

Michail Jur’evič Lermontov (1814 – 1841). Traduzione di Roberto Michilli (versione del 13 aprile 2014).

La poesia di Lérmontov, scritta nel 1841, è un libero rifacimento di Ein Fichtenbaum steht einsam… di Heinrich Heine.

На севере диком стоит одиноко
На голой вершине сосна
И дремлет качаясь, и снегом сыпучим
Одета как ризой она.

И снится ей всё, что в пустыне далекой —
В том крае, где солнца восход,
Одна и грустна на утесе горючем
Прекрасная пальма растет.

Nel nord selvaggio solitario sta
su nuda cima un pino
e dorme oscillando, e una neve fresca
lo riveste come un manto.

E sogna che in un deserto lontano
– nella terra dove si leva il sole,
sola e triste sopra una roccia ardente
cresce una bellissima palma.

Su questa poesia Wolf Giusti, eminente studioso italiano di Lérmontov, scrive:

«…il rifacimento di Ein Fichtenbaum steht einsam, non è certamente inferiore all’originale… In tedesco, der Fichtenbaum è di genere maschile, mentre Palme è femminile. Da ciò una sfumatura diversa nel testo di Lermontov, essendo in russo tutti e due i nomi di genere femminile: non si tratta quindi di una tristezza, di una Sehnsucht, alla cui origine stia, pur vagamente l’amore, ma di una tristezza che sgorga dalla solitudine umana, raffigurata dai due alberi, l’uno avvolto nel manto di neve, l’altro riarso dal sole del deserto».

Anche a me sembra che il testo di Lérmontov sottolinei meglio la tragica insormontabilità della solitudine, a dispetto del simile destino dei due alberi.